Come cucinare eco

Cosa bolle in pentola? Un risparmio di oltre 200 euro all’anno! Non si tratta di investimenti o pannelli solari, bensì di risparmio energetico e cucina ecologica. Cucina intelligente con pentolame adeguato. Sicura che la tua pentola non nuoce alla salute? Per esempio, le padelle antiaderenti non sono per niente sicure!

L’ecosostenibilità è un’attività importante che nasce nel quotidiano. Anche in cucina si può fare molto per ridurre l’impatto ambientale e l’inquinamento, è per questo che è importante cucinare eco.
Dalla diminuzione dei consumi al riciclo, fino alla scelta dei prodotti giusti: ecco alcuni comportamenti responsabili per una vita all’insegna dell’ecologia, a partire dalla cucina.

La partita del risparmio in cucina non si gioca tutta nella dispensa. La quantità di energia che viene investita nella cottura degli alimenti ha la sua valenza. È consigliabile individuare la giusta pentola per scegliere il fornello giusto. Per una buona resa del fornello, la pentola non deve mai superare di due centimetri il diametro della fiamma più alta possibile. Quando si vedono uscire lingue di fuoco dal fondo della pentola significa che si sta sprecando gas. È sempre preferibile una pentola larga su un fornello grande rispetto a una pentola stretta e alta su un fornello piccolo. Infine, usare il coperchio appena si può, questo diminuisce notevolmente i tempi di cottura e quindi fa risparmiare energia.

Lo strumento principe di chi cucina ecosostenibile è la pentola a pressione: sfrutta il vapore per raggiungere temperature più alte di qualsiasi altra pentola, diminuendo così notevolmente i tempi di cottura e consumando il 25 per cento in meno di gas di una normale pentola.

Cuocere in modo ecosostenibile e a basse temperature evitando, per esempio, le fritture o gli stufati, in favore di piatti saltati, al vapore o in cartoccio, tipi di cottura che non solo conservano meglio il potenziale nutritivo degli alimenti, ma permettono considerevoli risparmi energetici.

Come scegliere le pentole “verdi”.
Il coccio, il rame e la terracotta non sono tra i tegami più ecocompatibili attualmente in commercio: questi contenitori sono rivestiti di alcune sostanze che, quando arrivano a elevate temperature, diventano tossiche per gli esseri umani.

Le pentole con il calore tendono a rilasciare quantità minime ma dannose di sostanze tossiche (cadmio, arsenico e selenio), contenute in smalti e rivestimenti. È per questo che alcuni produttori hanno scelto di realizzare pentole con procedimenti e materiali ecosostenibili. Il gruppo Bionatural produce tegami in pietra refrattaria e argilla rossa:assicurano una cottura uniforme evitandovi l’utilizzo di grassi come burro e olio, mantenendo inalterati i sapori.

Nella scelta  possiamo indirizzarci sulle ceramiche ecologiche, nella cui composizione rientrano sostanze alcaline naturali (calcio, bario, boro, sodio e potassio), i cibi cotti in esse non assorbono nulla di negativo e nocivo alla salute.

Grossa valenza in campo ecosostenibile le pentole e tegami in terracotta naturale: questi materiali naturali hanno la peculiarità di non incidere minimamente sui sapori degli alimenti, sono pratiche e semplici da usare.
Solo un piccolo accorgimento prima di usarle la prima volta, noterete un particolare odore, per eliminarlo basterà immergere la pentola per tre ore alternando in acqua calda o in acqua fredda.

Altro materiale del tutto naturale è la pietra ollare, si tratta di una pietra refrattaria che resiste bene alle alte temperature. Ha la peculiarità di passare direttamente dalla fiamma alla tavola, senza risentire degli sbalzi termici, diventando così da pentola per cucinare a veri e propri piatti di portata senza dover impiegare altre stoviglie e tagliando anche i costi del lavaggio.

Pessima idea per chi sceglie le pentole antiaderenti: il Teflon (il materiale di cui sono rivestite) è realizzato con l’acido perfluoroctanoico, quindi fortemente tossico per gli esseri umani e per l’ambiente. In sostituzione si può optare per le padelle atossiche ed ecologiche, come quelle in alluminio riciclato che sono prive di Teflon.

Pubblicato da Anna De Simone il 6 aprile 2012