Come combattere la dipendenza da Internet

Molti utenti di internet, soprattutto quelli il cui lavoro gli garantisce una connessione web continua, sono andati incontro ad un utilizzo eccessivo della rete dando vita ad una vera e propria patologia: la dipendenza da internet. Quando si parla di dipendenza da internet, il pubblico tratta la questione con una gran superficialità; è bene sottolineare che vi sono delle notevoli somiglianze tra l’internet dipendenza e la classica tossicodipendenza: in primis vi è la sensazione di non poter resistere all’impulso di mettere in atto un determinato comportamento, seguito subito da una certa tensione emotiva, sensazione che precede l’immediato inizio dell’attività. In più, proprio come capita con le più antiche dipendenze, vi è piacere e sollievo durante la messa in atto del comportamento con una conseguente “perdita di controllo” e infine, vi è la persistenza del comportamento nonostante vi siano state delle implicazioni negative che nel caso della tossicodipendenza sono sia psico-sociali che fisiche, mentre nel caso della dipendenza da internet, sono soprattutto psico-sociali (anche se è stato dimostrato che utilizzare per troppo tempo il computer può provocare lesioni estese ai tendini delle braccia, delle mani e dei polsi).

Chi soffre di dipendenza da internet arriva a trascurare la propria professione così come la famiglia. Si tratta di una dipendenza antisociale che estranea l’individuo dalla società e lo proietta in un mondo telematico. Il soggetto è del tutto dissociato e si suppone che sia proprio questo il fattore principale che porta dipendenza, l’evasione. Combattere la dipendenza da internet è possibile, è una nuova dipendenza patologica ma dato che manca il concetto di “dipendenza fisiologica” (non vi è nessun principio attivo che agisce sui vostri recettori cerebrali), il soggetto potrà combattere la dipendenza da internet anche solo con le proprie forze.

La prima cosa da fare è non perdere il contatto con il mondo reale. Qualora questo fosse stato già smarrito, il soggetto dovrà riacquistarlo incrementando il numero di attività all’aperto e decrementando il numero di ore passate al computer. In questo percorso potrebbe essere utile adoperare un timer per l’utilizzo del computer. L’utilizzo eccessivo di internet può essere la conseguenza di una vita frenetica che non lascia spazio per le gratificazioni, è bene cercare gratificazioni all’esterno del monitor. Anche se internet per un lungo periodo è stata la soluzione a stati ansiosi o di apatia, sarà bene trovare attività alternative non dissociative, così da tenervi più concentrati sul presente e sulle cose che vi circondano (concezione che si perde quando si naviga per ore).

I dipendenti da internet spesso dimenticano i loro hobbies e le loro passioni. E’ meglio dare una spolverata alle vostre memorie e individuare le cose che una volta vi coinvolgevano e vi appassionavano. In questo modo, la prossima volta che sentirete il bisogno compulsivo di utilizzare il computer, potrete sostituire l’attività dannosa con un hobbies più costruttivo. Una dipendenza è davvero nociva quando inizia ad invalidare la vostra vita, dunque se percepite un calo delle vostre performance lavorative causato proprio dall’utilizzo eccessivo di internet, fate qualche passo indietro. Molto utile potrebbe essere la strategia di spegnere il computer appena terminate le operazioni di primaria importanza, questo eviterebbe il circolo vizioso che inizia con un “vado su facebook solo per un minuto“, “controllo solo i messaggi privati“… e così via. Internet può essere un ottimo alleato, è vero, ma ricordate: nessuna dipendenza è nostra amica.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 gennaio 2012