Come coltivare un orto a distanza

Coltivare un orto con mouse e tastiera per poi portare a tavola frutta e verdura fresche. E’ possibile, basta coltivare un orto a distanza. Che significa coltivare un orto a distanza? Con il progetto “le verdure del mio orto” si può realizzare un orto da coltivare in base alle proprie esigenze stando comodamente seduti a casa. L’unico attrezzo che si dovrà usare è internet, sì, ma poi a tavola cosa porti? Al momento del raccolto, i frutti verranno recapitati a casa entro le 24 ore!

Come coltivare un orto a distanza. Metodo di coltivazione biologica
La coltivazione viene fatta senza uso di prodotti chimici e di sostanze dannose, seguendo tecniche naturali quali la rotazione per migliorare la qualità del terreno, il sovescio per migliorare l’apporto di sostanza organica al terreno e la consociazione per permettere ad alcune piante di trarre beneficio da altre. Vengono piantate erbe aromatiche per allontanare insetti dannosi.

Come coltivare un orto a distanza.  Minimo spreco
L’irrigazione viene effettuata con il metodo a goccia per garantire il minor spreco di acqua possibile. Vengono utilizzati teli biodegradabili per allontanare erbe infestanti che potrebbero minacciare la salute della pianta.

Come coltivare un orto a distanza. Iscrizione
Per seguire l’evoluzione del proprio orto a distanza è possibile visitare l’azienda durante il week end. Grazie a un servizio a domicilio è garantita una fornitura settimanale. Per richiedere un orto a distanza bisogna collegarsi al sito internet leverduredelmioorto.it e iscriversi. Successivamente bisognerà scegliere la dimensione dell’orto e il mix di verdure da coltivare.

Diventerai dunque possessore di un orto personale da condividere con amici e parenti, con la possibilità di scegliere il tipo di appezzamento  e i prodotti da coltivare secondo le tue preferenze. Il servizio di consegna a domicilio copre le aree di Milano, Torino, Vercelli, Biella, Novara, Casale e Roma. Anche se non hai il pollice non dovrai più rinunciare alla genuinità e alla freschezza degli alimenti “self made”.

Pubblicato da Anna De Simone il 16 ottobre 2012