Come collegare l’impianto fotovoltaico al gestore dell’elettricità

In un periodo di forte crisi economica, scegliere di installare un impianto fotovoltaico può rivelarsi molto vantaggioso. L’energia solare può provvedere alle necessità elettriche domestiche ma può anche essere venduta alla compagnia elettrica di turno, vediamo come.

L’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici installati, può rendere autosufficiente, da punto di vista energetico, tutta l’abitazione. Ma se disponiamo di un impianto fotovoltaico importante, perché la superficie a disposizione è molta, si può cedere il surplus energetico alle compagnie elettriche presenti sul mercato italiano. Ciò significa che oltre a ricavare energia per la nostra casa, possiamo vendere l’elettricità prodotta alle compagnie elettriche.

Grazie al Conto Energia, infatti, si può vendere energia elettrica prodotta da sistemi fotovoltaici immettendola nella rete elettrica locale, come avviene ormai da anni in altri paesi d’Europa, Germania e Spagna in testa. I comuni impianti fotovoltaici sono Grid-connected ovvero connessi alla rete elettrica nazionale.

Quando l’impianto produrrà più energia di quella che serve in quel momento, l’energia elettrica solare verrà immessa nella rete elettrica locale, venendo conteggiata da un ulteriore apposito contatore, in modo che il distributore locale potrà scontare dalle bollette future, l’energia elettrica ricevuta nella propria rete.

Prima di collegare l’impianto fotovoltaico al gestore dell’elettricità assicurarsi di alcune cose.
-Le tariffe. È importante confrontare le tariffe che le compagnie offrono per la cessione dell’energia in eccesso prodotta dall’impianto fotovoltaico.
-Durata contratto. Altra cosa importante è stabilire la durata del contratto proposto e i tassi di aggiornamento negli anni successivi.

Come collegare l’impianto fotovoltaico al gestore dell’elettricità. L’installazione
Per procedere al collegamento bisognerà installare due contatori: il primo contatore servirà a misurare l’energia in uscita, quella che verrà ceduta al gestore, il secondo contatore servirà a misurare l’energia in entrata. Ci saranno momenti in cui l’impianto non sarà autosufficiente, come di sera o in inverno.

Nella bolletta che andremo a pagare verrà fatta la differenza tra l’energia in uscita e quella in entrata. Di conseguenza in alcuni periodi la bolletta sarà minima (sperando in un inverno non costantemente piovoso o nuvoloso) in altri sarà addirittura fonte di guadagno. I due contatori possono essere installati del gestore stesso o da enti certificati indicati dal gestore stesso, meglio tenere sotto controllo i contatori affinché il conteggio sia verificabile e non modificabile.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 maggio 2012