Come allevare tortore

Come allevare tortore

Come allevare tortore: consigli all’allevamento della tortora selvatica o della tortora dal collare orientale. Dalla riproduzione ai consigli sulle cure.

Tortora selvatica o tortora domestica

Quando parliamo di tortore, nel nostro immaginario potrebbe materializzarsi l’immagine della tortora domestica. La tortora domestica è allevata da secoli nelle voliere. E’ derivata dalla tortora rosata (Streptopelia risoria) e viene spesso confusa con la tortora selvatica originaria dall’Asia ma, ormai comunissima anche sul nostro territorio. La tortora selvaticaStreptopelia decaocto, è meglio conosciuta come tortora dal collare orientale.

L’aspetto delle due è simile e, un occhio meno esperto, potrebbe fare confusione con le due tortore. Se avete dubbi, sappiate che si possono distinguere (oltre per il verso) anche per la colorazione che è leggermente più rosata sul petto della tortora domestica. Una maggiore confusione nasce dal fatto che, negli allevamenti di tortore, sono presenti molte tortore domestiche mutate rispetto al tipo ancestrale, cioè selezionate per diverse colorazioni.

Le istruzioni per l’allevamento della tortora selvatica sono pressoché identiche a quelle previste per la tortora domestica. Vi ricordiamo, inoltre, che per la tortora domestica non è necessaria alcuna autorizzazione all’allevamento.

Come allevare tortore: dimensioni della voliera

Una voliera per l’allevamento delle tortore dovrà avere una base di almeno 2 mq di superficie piana. Per esempio, se si tratta di un rettangolo, possiamo dire che sono necessari 2 metri di profondità per un metro di larghezza. Per quanto riguarda l’altezza, si consiglia almeno un minimo di 2 metri dalla base al tetto. Se provvedete alla costruzione della voliera, potete realizzare un cordolo interrato in mattoni e lasciare quindi l’intera area in terreno (con tutti i vantaggi conseguiti). Dal cordolo perimetrale potete far partire una rete metallica a maglie quadrate 2×2 cm. La voliera va posizionata in zona soleggiata: è comportamento tipico, sia di tortore dal colletto (selvatiche) sia di tortore domestiche, fare bagni di sole! L’esposizione migliore è a est così la voliera otterrà il sole nelle ore mattutine. Va bene anche esposizione a Sud, un po’ meno adatta al ovest e del tutto da evitare l’esposizione a nord. Oltre all’area soleggiata, sarà necessaria una zona in ombra dove le tortore possano riposare.

Se ne avete la possibilità, potete incorporare nella voliera un alberello secco, oppure realizzare dei posatoi ben ramificati. Nella voliera non dovranno mancare:

  • una mangiatoia (divisa in scomparti),
  • un abbeveratoio a sifone (diametro di 15 cm)
  • una vaschetta per il bagno
  • una rastrelliera per foraggi
  • il nido (basta un semplice cestino di vimini dal diametro di 16 – 20 cm e da imbottire con pagliuzza e rametti sul fondo).

Le dimensioni viste sono per allevare una coppia di tortore da portare alla cova e alla riproduzione.

Come allevare tortore, la riproduzione

La riproduzione della tortora domestica può avvenire 7 – 8 volte all’anno ma solo se la coppia e affiatata. La stessa coppia si può riprodurre da 3 a 6 anni.

Se il vostro scopo è la cova e la riproduzione, che si tratti di tortora selvatica o domestica, scegliete una coppia di tortore già formata e affiatata. Le coppie andrebbero acquistate a gennaio in quanto il periodo della riproduzione va da febbraio a ottobre. Il nido viene allestito e, dopo che la femmina depone le uova, la cova viene effettuata da entrambi anche se la femmina cova più ore. La cova ha una durata di 14 giorni circa.

Come capire se l’uovo è stato fecondato? Osservate il guscio. L’uovo, appena deposto, ha un guscio bianco leggermente lucido e, dopo pochi giorni dalla deposizione, le uova possono assumere una tonalità bianca opaca se non sono state fecondate.

Alimentazione delle tortore

Ma cosa mangiano le tortore? Gli adulti possono nutrirsi con miscele di semi. Più ricca è la miscela e meglio è! Quali semi usare? Mais spezzato, frumento, grana verde di riso, canapuccia, scagliola, miglio e panico. E’ possibile fornire anche pane sbriciolato (secco o bagnato), soprattutto nella fase di svezzamento dei piccoli. Sul fondo della voliera potete aggiungere anche le foglie di insalata non adatte alla alimentazione umana (cicoria, lattuga, indivia, radicchio…).

Le tortore appena schiuse si alimentano esclusivamente con “latte di tortora”, cioè con il secreto dal gozzo dei genitori. Dopo 10 giorni potete aggiungere del pastone di grani predigeriti, appositamente acquistato.

Appena

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Pubblicato da Anna De Simone il 13 novembre 2017