Coccidiosi del cane: sintomi e terapia

Coccidiosi del cane

La coccidiosi colpisce in particolare cani e gatti ma non sono i soli questi quadrupedi da noi tanto amati, ad essere vittime della coccidiosi, una patologia che affligge anche altri esseri viventi in modo meno accanito ma comunque fastidioso. Si tratta di una malattia non di recente scoperta, se ne parlava già negli anni Trenta ma ai tempi era più che altro un problema che interessava animali da cortile o da allevamento, intendo quindi creature come conigli e polli. Certo fa molto l’igiene, quando di parla di coccidiosi, e ai tempi c’erano molti meno controlli e standard più bassi anche nel nostro paese.

Oggi in alcuni Stati in via di sviluppo purtroppo il livello di pulizia non è ancora sufficiente per non sentire parlare di coccidiosi per animali da allevamento, dalle nostre parti invece le sue vittime preferite sono diventate i cani, I cani in verità a pari merito con i gatti.



Un tempo la coccidiosi anche in Italia poteva davvero sterminare interi allevamenti di animali da cortile, tutto a causa di insufficienti condizioni igieniche, oggi fortunatamente non è più possibile grazie ai molti studi che sono stati fatti per arrivare a realizzare degli allevamenti a prova di coccidiosi, Il nostro cane se ne può ammalare, non vuol dire che vive in un luogo sporco però, perché come vedremo ci sono delle modalità di contagio anche più “diaboliche” del solo ambiente malsano.

Coccidiosi del cane

Abbiamo parlato finora di cause senza però raccontare cosa è la coccidiosi. Si tratta di una patologia che è legata alla presenza di parassiti detti coccidi, parassiti intestinali in grado di entrare nell’intestino dei cani, infettandolo, per poi uscire dal loro corpo attraverso le feci. Una volta entrati ed usciti, sono ancora fonte di contaminazione e possono andare all’attacco di altri animali che annusano o leccano le mucose.

Andando a guardare con attenzione come sono fatti i coccidi, vediamo che questi parassiti sono costituiti da una singola cellula invisibile ad occhio nudo è quindi difficile analizzarli ed è possibile farlo, in verità, solo quando si va ad effettuare la classica analisi delle feci. Quando li cerchiamo dobbiamo pensarli come dei vermi molto piccoli.

Si parla, per i coccidi, di “parassiti obbligati”. Suona buffo ma è così che si chiamano i parassiti che trascorrono il loro periodo vitale a spese dell’animale che li ospita. Proprio così accade anche per i coccidi che si installano nei nostri cagnoni, tengono in vita l’animale perché conviene loro che resti vivo in modo da avere tempo per riprodursi e di distribuirsi in altri ospiti.

Abbiamo parlato di attacchi di coccidiosi anche per animali da cortile, o per i gatti, ma è bene non fare confusione, Esistono vari tipi di coccidi e ciascuno di essi può colpire una sola specie di animale: i coccidi isospora colpiscono in particolare gatti e cani, ad esempio, altri invece possono dirci specializzati in polli o conigli. Le due principali famiglie di coccidi sono l’isospora e l’eimeria.

Coccidiosi del cane

Coccidiosi del cane: sintomi

Parlando della coccidiosi del cane, vediamo che ne esistono due tipologie che hanno effetti diversi sul cane, sono due forme della stessa patologia, Quella subclinica è la forma in cui l’animale è infestato completamente ma non si notano sintomi di alcun genere quindi il cane vive come nulla fosse, proseguire per la sua strada, giorno dopo giorno, ignaro dei coccidi che gli vivono dentro. La subclinica è la forma più diffusa ma c’è anche quella clinica che ha dei sintomi evidenti e un non timido effetto sull’animale che contrae questa patologia, Il cane con coccidiosi in forma clinica ha un’enterite, un’infiammazione dell’intestino, e quindi può anche rischiare la vita se non viene curato in tempo.

Vediamo come si può manifestare in modo più specifico a livello di sintomi: un cane con i coccidi nell’intestino ha diarrea, sangue nelle feci e ritardo nello sviluppo. Ogni tanto può anche soffrire di inappetenza, astenia e temperatura corporea più bassa del normale. Questi sono i sintomi principali e caratteristici che possono anche essere affiancati con altri più generici e che possono essere difficili da collegare nell’immediato alla presenza di coccidi, mi riferisco a pelo opaco, disidratazione, difficoltà nel camminare oppure impossibilità nel muovere gli arti.

Coccidiosi del cane: cause

Come abbiamo visto già nei precedenti paragrafi, la coccidiosi è legata alla presenza di coccidi nell’intestino e comincia a dare evidenza, nella forma clinica, quando si verifica la rottura dell’equilibrio tra il parassita e il cane che lo ospita. Se ciò non accade, può restare in forma asintomatica, senza che il cane sia in pericolo di vita. Ma come entrano i coccidi nel corpo del cane? In questo senso possiamo andare a vedere come la malattia si trasmette. Per via aerea, ad esempio, ma anche attraverso l’ingestione delle feci di un animale infetto, oppure indirettamente mediante altri animali infetti, come per esempio i topi. In qualsiasi modo entri il coccide, una volta che è all’interno del cane, si sistema nell’intestino e inizia a formare una sua colonia.

Coccidiosi del cane: cause

Coccidiosi del cane: farmaci

La migliore cosa da fare con la coccidiosi è prevenirla, cercare di proteggere i cani dai coccidi facendo in modo che non vengano a contatti con tali parassiti o che se ne sappiano difendere. Ci sono anche dei farmaci che possono servire anche a impedire la riproduzione dei coccidi ostacolandoli quando, una volta entrati nel corpo dell’animale, lavorano per colonizzarlo. La terapia farmacologica va ripetuta per 2-3 volte al giorno, dietro parere medico, può essere prescritta anche nel caso di malattia asintomatica, in modo ad esempio che non si propaghi ulteriormente andando ad infettare altri animali.

Oltretutto, a ben guardare, l’assenza di sintomi non coincide con l’assenza di danni: la coccidiosi ne può causare anche senza sintomi

Coccidiosi del cane: consigli

Ci sono anche degli accorgimenti che possono risultare utili quando si vuole evitare di contrarre questa malattia che è spesso più facile da trovare in ambienti in cui convivono più cani. In tal caso è necessario mantenere un alto livello di igiene rimuovendo eventuali residui di feci. E’ importante poi che i cani abbiano sempre un’alimentazione corretta e che siano sottoposti a regolari visite periodiche dal veterinario con l’esame delle feci incluso.

Se vi interessa la salute dei vostri cani potrebbe esservi utile l’articolo sul prurito nel caneSe vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su Twitter  e Facebook

Pubblicato da Marta Abbà il 15 ottobre 2018