Ciclotimia: test e significato

Ciclotimia

Ciclotimia, non stravolge la vita di una persona come lo può fare in molti casi un disturbo come quello bipolare, non è così invalidante, si tratta di una ipomania che non può essere definita mania, si tratta di distimia e non di vera e propria depressione. E’ una questione delicata ed è difficile trovare le parole per definire situazioni di questo genere, cercheremo di spiegare questo disturbo nel modo più chiaro e allo stesso tempo corretto e gentile possibile.



Ciclotimia: significato

Il termine ciclotimia viene molto usato in psichiatria e psicologia clinica, solo negli ultimi anni anche i non esperti e i non coinvolti stanno iniziando a comprenderne il significato.

Si può definire come un disturbo dell’umore che è caratterizzato da una alternanza non regolare ma continua di momenti di depressione e di momenti di ipomania. Non si etichetta subito una persona come ciclotimica, appena da qualche cenno del genere, la situazione deve protrarsi per almeno due anni prima di poter parlare di disturbo ciclotimico.

Nel passaggio da depressione ad ipomania, ci possono essere periodi di normalità, in cui l’umore è stabile, ma possono durare massimo un paio di mesi, poi si riprende con un periodo molto “up” o molto “down”.
In quello “up” la persona è iperattiva, creativa, piena di spirito di iniziativa, in quello “down” invece è apatica, lenta di riflessi e poco capace di concentrarsi su progetti, idee, lavori e persone. Un classico della ciclotimia è l’intraprendere con estremo entusiasmo dei progetti nella fase “up” e poi abbandonarli appena sopraggiunge la fase depressiva, finendo per non combinare mai molto.

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Ciclotimia: test

Più che un test vero e proprio, per la ciclotimia si parla di diagnosi, una procedura completa che permette di riconoscere questo disturbo in modo piuttosto efficace, più di quanto un test on line o a crocette possa fare. E’ vero che la ciclotimia solitamente non arriva a compromettere in modo grave la vita sociale e lavorativa di un individuo ma non è certo questo un motivo valido per non effettuare una diagnosi seria.

Si inizia con una visita medica generale, con un check a pressione sanguigna, cuore e polmoni, si passa alle prove di laboratorio, con un esame emocromocitometrico completo, test per la tiroide e altri esami del sangue e delle urine. Si arriva poi ad una valutazione psicologica attraverso dei colloqui in cui si vanno ad approfondire pensieri, sentimenti e comportamenti, in modo da individuare eventuali sintomi di ciclotimia.

Ciclotimia: cure

Nell’affrontare questo disturbo, spesso si agisce su due piani contemporaneamente, con farmaci e psicoterapia. Nel primo ambito si ricorre a litio, anticonvulsivanti Quetiapina e antipsicotici atipici Clonazepam, mentre la terapia psicologica mira a diminuire il rischio di disturbo bipolare e a ridurre la frequenza e la gravità dei sintomi per arrivare a vivere una vita più equilibrata e piacevole, anche prevenendo una ricaduta.

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Ciclotimia: sintomi

E’ necessario separare i sintomi dei due diversi periodi che nel disturbo ciclotimico si alternano. In quello depressivo la persona mostra difficoltà di prendere decisioni, problemi di concentrazione e di memoria, frequente senso di colpa e scarsa autostima, fino ad arrivare anche all’autolesionismo. In generale ha un umore irritabile, apatico e solitario, non ha appetito, neanche sessuale, e soffre di insonnia.

Nella fase opposta, quella euforica, i sintomi sono quasi speculare: eccesso di ottimismo, sovrastima di sé stessi, aggressività e iperattività fisica, esibizionismo e spese folli.

Ciclotimia: fumetto

Dolcemente ma efficacemente, come solo il fumetto e l’arte dell’illustrazione sanno oggi fare, Lou Lubie ha raccontato la ciclotimia in un fumetto dal titolo “La mia ciclotimia ha la coda rossa”, davvero poetico, struggente, positivo e ben disegnato. Lo consiglio spudoratamente, ad appassionati di fumetti, ciclotimici o meno.

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Pubblicato da Marta Abbà il 13 marzo 2018