Chironomidi in casa, consigli utili

chironomidi in casa

Chironomidi in casa: rimedi agli insetti che somigliano alle zanzare ma che mancano di apparato succhiatore. Si chiamano Chironomidi e proliferano nei pressi di lagune e canali. Soluzioni per eliminarli.

Quella dei Chironomidi è una famiglia molto ampia. In apparenza, questi insetti, sono simili alle zanzare ma non sono ematofagi così come la femmina delle zanzare. Questa famiglia è molto vasta tanto che in Europa è stata avvertita l’esigenza di classificarla in otto sottofamiglie. In Italia i chironomidi sono poco studiati, tuttavia sono già state osservate oltre 400 specie, tra questa, quella che incontriamo più frequentemente in casa è la Chironomus plumosus, mostrata nella foto in alto.

Chironomidi, alghe e altre conseguenze

Le specie più diffuse sono il Chironomus pulmosus e il Chironomus salinarius, questi esemplari, da lungo tempo, sono diventati l’incubo di chi abita nei pressi di canali o lagune. I Chironomus pulmosus si sviluppano prevalentemente in acque dolci mentre il Chironomus salinarius si sviluppa in acque salmastre come il caso della Laguna di Venezia.

Diverse ricerche hanno messo in evidenza una correlazione tra l’incremento delle popolazioni di chironomidi e il fenomeno dell’eutrofizzazione delle acque. La diffusione delle alghe non è l’unica conseguenza dell’incremento dei chironomidi. La diffusione di questi fastidiosi insetti vede un forte aumento di fenomeni allergici, soprattutto allergie per inalazione (asma) e per contatto (soprattutto congiuntiviti).

Chironomidi, ciclo di vita

Le femmine depongono masse di uova in acqua. La femmina di Chironomus pulmosus depone da 400 a 800 uova.

Le uova, anche se depositate in superficie, aumentano di volume e si depositano sul fondale di canali, lagune, laghi, stagni… Dalle uova schiudono delle larve che si nutrono di qualsiasi detrito organico. Le larve trascorrono in acqua l’intero inverno e con l’aumento delle temperature, tra la primavera e l’estate, sfarfallano e tendono a colonizzare gli ambienti urbani. Sono attratti dalle luci.

Chironomidi, allevamento

Anche se noi umani li consideriamo insetti fastidiosi, c’è chi è interessato ad avviare svariate forme di allevamento. I chironomidi hanno un’utilità da un punto di vista ambientale, in particolare parliamo della fase larvale. Le larve sono la base alimentare per l’ittiofauna e per un gran numero di animali predatori di acqua dolce. E’ per questo motivo che alcune società allevano chironomidi per poi commercializzarne le larve essiccate, liofilizzate, surgelate o trasformate in cialde e pastiglie da usare come mangime per i pesci. I chironomidi sono usati anche come esca dai pescatori a caccia di ciprinidi.

Chironomidi, lotta biologica

Come premesso, i chironomidi in forma larvale, costituiscono la base alimentare di molti pesci e predatori acquatici. La lotta biologica ai chironomidi dovrebbe essere attuata soprattutto in zone paludose o ricche di canali come Scafati in provincia di Salerno, Orbetello in provincia di Grosseto o nella stessa laguna di Venezia.

Il rospo comune è un grande predatore delle larve di chironomidi, così come il codirosso (l’uccello Phoenicurus phoenicurus), il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) o crestato, salamandre e altri insetti come libellule e damigelle.

Chironomidi in casa

In primavera e in estate non è raro imbattersi nei chironomidi sul portico di casa. Questi insetti si appoggiano su vetri, pareti e soffitti di casa.

chironomidi possono essere eliminati con normali insetticidi domestici da applicare direttamente sulle pareti di casa e sugli infissi. Quando sono posati sulle pareti, possono essere facilmente aspirati con un aspirapolvere.

Risultano poco efficaci gli interventi con i classici insetticidi spray che vengono usati comunemente per abbattere le zanzare e le mosche. Chi dispone di un laghetto da giardino dovrà provvedere a una continua prevenzione diluendo in acqua delle compresse effervescenti ad azione larvicida, utili anche per prevenire lo sfarfallamento di zanzara e zanzara tigre.

Pubblicato da Anna De Simone il 12 maggio 2016