Cefalea a grappolo: sintomi e rimedi naturali

Cefalea a grappolo

Cefalea a grappolo, detta a grappolo per via della “forma” che il dolore provocato ha nella nostra testa. Si diffonde come quasi una mina “a grappolo”, appunto, e colpisce soprattutto le persone tra i 20 e i 50 anni. Da alcuni studi sembra che siano più propensi a soffrirne, gli appartenenti alle classi economiche medio-alte e i fumatori ma molto dipende dalle abitudini quotidiane che abbiamo e alla propensione al mal di testa con cui siamo nati.



Cefalea a grappolo: sintomi

La cefalea a grappolo provoca un dolore intenso e unilaterale, cioè solo su un lato della testa. Gli attacchi sono regolari, si verificano ogni tanto. Una fase attiva della cefalea a grappolo può durare alcune settimane ma anche un paio di mesi, poi il malessere per un po’ non si verifica, e torna a fare capolino dopo un po’. Nella fase attiva gli attacchi sono frequenti e ravvicinati, possono durare un quarto d’ora o 3 o 4 ore, la maggior parte delle volte sono in determinati periodi del giorno e dell’anno.

I sintomi possono essere differenti, dipende dalla forma di cefalea a grappolo di cui soffriamo. In quella episodica l’attacco dura una settimana o alcuni mesi e poi non si avverte alcun dolore per oltre 3 settimane, in quella cronica, gli attacchi sono giornalieri e senza periodi di tregua. Fortunatamente quest’ultima forma di cefalea colpisce solo un malato su 10.

Cefalea a grappolo

Cefalea a grappolo: terapia

Le terapie ad oggi esistenti mirano a ridurre la gravità del mal di testa, a rendere gli attacchi più brevi oppure nel migliore dei casi anche a prevenirli. Gli antidolorifici in generale non sono molto efficaci, meglio una terapia farmacologica specifica. Si può scegliere se farla di attacco o profilattica, i farmaci usati per prevenire o gestire la cefalea a grappolo hanno però degli effetti collaterali ed è bene verificare se sono adatti a chi soffre di cefalea a grappolo e ha altre patologie in corso.

Cefalea a grappolo: rimedi naturali

Alla terapia farmacologico è possibile affiancare un rimedio naturale contro l’emicrania e la cefalea a base di tintura madre, acquistabile anche su Amazon a 9 euro.

Cefalea a grappolo

Cefalea a grappolo: cause

Numerose le ipotesi, assenti le certezze, o quasi, in merito alle cause che portano ad attacchi di cefalea a grappolo. Non è la forma più diffusa di cefalea, colpisce meno persone anche rispetto all’emicrania, e tra le sue “vittime” al contrario di altri tipi di mal di testa, c’è una maggioranza di uomini. Un’ipotesi parla di predisposizione genetica ma è ancora tutto da verificare.

Altri esperti pensano che la cefalea a grappolo sia legata al funzionamento dell’ipotalamo che regola i cicli sonno-veglia. Se c’è uno squilibrio nella gestione dei ritmi circadiani da parte dell’ipotalamo, ecco che potrebbe avere origine il malessere che definiamo come cefalea a grappolo. Una cosa certa, nel dubbio delle cause, è che malattie come tumori o aneurismi, nulla hanno a che vedere con questa cefalea.

Cefalea a grappolo: alimentazione

Una forma di cefalea come questa, e come anche altre, può avere origine oppure raggiungere livelli più fastidiosi, se non si ha una alimentazione sana e uno stile di vita corretto. Per corretto si intende non fumare e non fare abuso di alcol, dormire in modo regolare e non trattenere troppo stress. Per quanto riguarda strettamente la dieta, oltre agli alcolici, vanno limitati i cibi troppo ricchi di grassi insaturi e quelli difficilmente digeribili, inoltre vanno mantenuti orari fissi per mangiare e non farlo quando capita.

Cefalea a grappolo

Cefalea a grappolo: caffè

A volte si sente dire che “il caffé mi fa venire mal di testa”. Il caffè non è il colpevole, dipende molto dalle persone ed eliminarlo può essere un modo per rendere gli attacchi meno forti o frequenti. Certo è che non ci si ammala di cefalea a grappolo bevendo caffé.

Chi già ne soffre, è meglio però che punti sul sorseggiare infusi, utili in caso di mal di testa e calmanti a base di radice di valeriana, camomilla o melissa.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Ti potrebbero interessare anche:

Pubblicato da Marta Abbà il 1 settembre 2017