Cappotto termico interno

Cappotto termico interno

Quali sono i sistemi più efficaci per realizzare un cappotto termico interno. Dai migliori materiali isolanti, alla valutazione del lavoro (posa in umido, posa a secco o insufflaggio).

Quando si parla di ristrutturazione per isolare pareti e soffitto di casa ogni caso è a sé ed è difficile generalizzare. Con questo articolo, infatti, vi fornirò solo alcune considerazioni teoriche ma per ogni abitazione vi sono valutazione tecniche e pratiche da fare. Per esempio, il budget che hai a disposizione da investire, se la casa è disabitata durante i lavori oppure vorrai procedere una stanza alla volta… esigenze di materiali e di posa… Insomma, qui avrai solo una panoramica generale sulle valutazioni da fare prima di installare un cappotto termico interno.

Cappotto termico interno

Il cappotto interno prevede l’applicazione (per insufllaggio, a secco o a umido) di uno strato isolante sui muri interni perimetrali e sul soffitto.

Lo scopo del cappotto termico interno è isolare tutte le superfici disperdenti di un ambiente. In alcuni contesti si provvede a isolare, oltre che al soffitto, anche il pavimento.

I lavori di ristrutturazione che prevedono un miglioramento dell’efficienza termica dell’edificio possono contare su importanti detrazioni fiscali. L’installazione di un cappotto termico interno, infatti, consente l’accesso al cosiddetto Ecobonus.

Come realizzare un cappotto termico interno

Come posare un cappotto termico interno? La scelta dipende dal tipo di materiale isolante che avete scelto. La posa, in base al materiale isolante, può essere a secco, in umido o per isuflaggio.

La cosiddetta “posa in umido” è quella che avviene “in aderenza” cioè dovrai incollare il materiale isolante direttamente sul muro. Questa posa è indicata in caso di cappotto termico interno traspirante dato da blocchi di isolanti igroscopici e traspiranti, oppure per le contropareti pre-assemblate e pronte per essere “incollate”. Le contropareti isolanti sono generalmente date tra uno strato di materiale isolante, una lastra di rivestimento (finitura) e un freno vapore.

Il cappotto termico interno si può posare anche a secco mediante dei telai. In questo caso, l’isolante viene inserito in una struttura (intelaiatura) metallica da fissare alla muratura della tua casa. In questo modo, il telaio crea un’intercapedine. Il tutto viene poi “rifinito” da lastre pre-costruite a base di gesso (cartongesso, fibrogesso o altro materiale) che potrà essere verniciato o anche già rifinito.

L’ultima modalità di posa in opera del cappotto termico interno è l’insuflaggio, molto usato in caso di isolamento del soffitto. L’insuflaggio, in realtà è un’alternativa al classico cappotto interno perché prevede l’inserimento di materiale isolante nei casi in cui è già presente un’intercapedine. Se, all’interno del muro perimetrale vi è uno spazio vuoto, si provvede a riempirlo con schiuma o fiocchi isolanti che vengono “iniettati” a scopo riempitivo. A volte si può sfruttare questa posa in opera creando una finta “doppia parete” mediante una controparete.

Materiali isolanti per cappotto termico interno

Per gli ambienti interni, in genere, si preferisce l’impiego di materiali isolanti naturali. I materiali impiegati per il cappotto interno come fibra di legno e argilla garantiscono, oltre un buon isolamento termico, anche un ottimo controllo dell’umidità e della condensa.

Tra i materiali isolanti naturali e sintetici più usati per l’isolamento interno di muri e soffitti abbiamo:

  • Polistirene espanso sintetizzato (EPS)
    Si tratta di un materiale usato sia per cappotto interno che per cappotto esterno. E’ dato da lastre che possono essere impiegate anche in sottotetti non più praticabili. Utile anche in presenza di umidità.
  • Polistirene Espanso Sintetizzato a lambda migliorato
    E’ identico al materiale precedente solo che è stato addizionato con carbonio. E’ però sensibile ai raggi UV.
  • Polistirene espanso estruso (Xps)
    Presente lo stesso grado di isolamento dei materiali isolanti precedenti ma in più ha una più elevata resistenza meccanica.
  • Lana di roccia
    Oltre a presentarsi per l’isolamento termico, offre anche un buon isolamento acustico. Si tratta di un materiale naturale più adatto per l’isolamento a cappotto interno, deve essere necessariamente coperto da cartongesso o contropareti. Ottimo in caso di umidità e condensa, con una buona resistenza al vapore.
  • Sughero
    Anche in questo caso parliamo di un buonmateriale isolante termo-acustico ma che è da sconsigliare in presenza di umidità.
  • Fibra di poliestere
    Si present in pannelli mobili da applicare in aderenza o intelaiatura (posa a umido o a secco). Non adatto in presenza di carichi.

Può interessare: isolanti termici per tetto, pareti e solaio

Pubblicato da Anna De Simone il 1 febbraio 2018