Campi elettromagnetici in casa: come proteggersi

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I campi elettromagnetici più indisiosi per la salute dell’uomo sono a bassa frequenza (220 Volt, 50-60 Hertz) perché sono questi quelli che interferiscono con le vibrazioni naturali del corpo umano, per esempio con le trasmissioni elettriche cerebrali. Ciò fa in modo che possano essere considerati certamente un fattore di stress, se non proprio una causa scatenante di malattie.

Al di là delle discussioni sui pericoli dei campi elettromagnetici, di cui non si conoscono ancora a fondo gli effetti sulla salute, la propagazione di onde elettriche e magnetiche nelle case dovrebbe essere limitata anche solo per una questione di semplice buon senso adottando precauzioni e contromisure che il più delle volte abbastanza semplici.

La cosa da tenere presente è che tutti i dispositivi e le installazioni di tipo elettrico (anche la rete stessa) generano campi elettromagnetici di tipo elettrico e magnetico. In questo ‘tutti’ sono compresi gli elettrodomestici, i computer, la tv e anche le lampadine dell’abat-jour sul comodino. Dove circola elettricità esiste un campo elettromagnetico.

Consapevoli di questo, bisognerebbe dividere la casa in due zone dal punto di vista dei campi elettromagnetici: la zona notte e il soggiorno con il minimo possibile di installazioni elettriche e l’altra – cucina, studio, lavanderia… – dove sono (inevitabilmente) concentrati i dispositivi e dove possibilmente si trova anche il contatore dell’elettricità.

Attenti poi a non confondere il risparmio energetico con le basse emissioni elettromagnetiche. Può sembrare strano ma le lampadine a risparmio energetico generano campi elettromagnetici più forti rispetto a quelle a incandescenza e andrebbero tenute alla distanza minima di 1 metro. La distanza di un metro andrebbe sempre rispettata con tutti gli apparecchi elettrici, compresi radiosveglie e babyfono da non tenere mai sul comodino o nella culla.

La zona notte e relax della casa andrebbe tenuta il più possibile sgombra da dispositivi elettrici di qualsiasi tipo (che belle le sveglie meccaniche che fanno drin!) compresi televisori, pc e impianti stereo. In questo va tenuto presente che la funzione stand-by non interrompe i campi elettromagnetici. Sbagliatissimo anche dormire con il telefonino o il tablet accesi accanto al letto, ma senza dimenticare che anche l’operazione di ricarica genera elettromagnetismo.

Per preservare una zona della casa il più possibile sgombra di campi elettromagnetici sarebbe bene anche evitare il posizionamento degli elettrodomestici della cucina o del bagno o il contatore elettrico a ridosso della parete che delimita la zona di riposo o il soggiorno. Per quanto riguarda il soggiorno, sarebbe bene creare uno spazio separato per guardare la tv mentre nelle stanze da letto (a cominciare da quelle dei bambini che sono i più esposti) dovrebbe valere il divieto assoluto di presenza di dispositivi elettrici.

Poi ovviamente c’è il discorso, fondamentale, della progettazione. La miglior difesa dai campi elettromagnetici all’interno dell’abitazione è una corretta progettazione dell’impianto elettrico, che andrebbe non solo realizzato secondo le norme vigenti di sicurezza ma anche in modo tale da endere i circuiti e le linee distributive il più brevi possibili. Importante è anche la messa a terra dei singoli elementi dell’impianto elettrico, compresi quelli metallici dell’impianto termoidraulico come radiatori, tubi e altro ancora.

Parlando di progettazione e realizzazione degli impianti elettrici, va tenuto presente che i campi elettromagnetici sono minori se le linee elettriche hanno un andamento rettilineo, parallelo o perpendicolae alle pareti (non in diagonale quindi). Le linee andrebbero concentrate secondo un disegno distributivo preciso, gli interruttori devono avere due poli e i cavi devono essere coassiali schermati. Se affidate il lavoro a un installatore, preoccupatevi di verificare che sia aggiornato.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 3 febbraio 2014