Bromuro di potassio e bromuro di sodio: a cosa serve

bromuro di potassio

Il bromuro di potassio ha delle proprietà importanti che non tutti conoscono con precisione ma è uno dei bromuri più importanti tanto che spesso non si va a specificare “di potassio” dando per scontato che si stia parlando di questa sostanza. Andiamo a vedere a cosa serve e come maneggiarlo, vediamo anche di quali altri bromuri si può disquisire se non di questo.



Bromuro di potassio

Si tratta di un sale cristallino, è incolore e altamente solubile in acqua. Il motivo per cui è noto è il fatto che ha delle forti proprietà sia sedative che anticonvulsivanti. E’ nello specifico un sale dell’acido bromidrico che deriva dall’unione del bromo con un metallo, questo metallo in questo caso è il potassio ed è proprio il motivo per cui parliamo di bromuro di potassio, ma se il metallo fosse un altro andremmo a trattare di altri bromuri con lo stesso interesse. Possiamo dire che questo di potassio è uno dei più noti e utili.

Bromuro: a cosa serve

Per ora parliamo di bromuro dando per certo che si tratti di quello di potassio, poi ne vedremo alcuni altri. Dobbiamo la sua scoperta a Sir Charles Locock, un membro della Royal Medical and Chirurgical Society di Londra che nel 1857 lo ha utilizzato durante le sue ricerche e i suoi “esperimenti”. Questo medico inglese possiamo dire che sia stato il primo al mondo ad usare bromuro di potassio per trattare crisi epilettiche, in particolare in pazienti di sesso femminile.

E’ con questa scoperta che il bromuro è diventato subito una cura per l’epilessia, anzi, l’unico farmaco antiepilettico ad uso umano. Con il tempo sono arrivati altri trattamenti e gradualmente il suo utilizzo è stato riservato solo ad uso veterinario.

Abbiamo parlato anche di effetto terapeutico anticonvulsivante. Ciò significa che quando lo si usa in massicce dosi esso è in grado di produrre sonnolenza ma solo se le quantità che stiamo trattando sono prossime a quelle tossiche. Possiamo oggi dire che il bromuro di potassio come non è più utilizzato in modo frequente ma un tempo, quando non c’erano molte altre sostanze adatte allo scopo, lo era molto di più.

Troviamo il bromuro curiosamente impiegato nel processo di produzione di lastre e pellicole fotografiche e quando lo si usa è necessario fare molta attenzione. Essendo un composto del potassio può irritare diverse parti del corpo se si è esposti ripetutamente o per lunghi periodi di tempo e può essere tossico se ingerito o inalato.

Bromuro: effetti collaterali

Come abbiamo accennato non ha l’aria pericolosa anche se un po’ lo è, il bromuro di potassio, visto che a temperatura ambiente si presenta allo stato solido, di colore bianco, cristallino e inodore. E’ una sostanza però solubile in acqua e se lo si assume in dosi concentrate può arrivare a provocare nausea e vomito. Non è finita: esso ha degli effetti collaterali sull’uomo e anche sugli animali tra cui l’atassia, uno stato di debolezza generale, la poliuria, la polidipsia e la polifagia.

Oltre a nausea e vomito, legati ad un‘irritazione della mucosa gastrica quando a contatto con il sale, tra gli effetti collaterali troviamo anche alcune alterazioni comportamentali e degli eritemi cutanei. Possiamo in generale dividere tali effetti in tre categorie andando a considerare quelli per inalazione, quelli per ingestione e quelli per contatto con la pelle.

Per inalazione il bromuro di potassio può causare letargia, sedazione e perdita di coordinazione. La polvere di bromuro di potassio va infatti a irritare le vie respiratorie e così causa tosse, mal di gola e respiro corto. Per far cessare questo brutto effetto dovrebbe essere sufficiente respirare aria fresca. Gli effetti collaterali per ingestione accidentale sono sempre nausea, vomito e dolore addominale. Sempre per ingestione può accadere che il bromuro di potassio causi eruzioni cutanee, visione offuscata, sonnolenza, irritabilità, vertigini, allucinazioni fino ad arrivare allo stato di coma. Se questa sostanza viene a contatto con tratti di pelle sensibile o con gli occhi in modo prolungata può essere irritante ed è la volta che causa arrossamenti, dolore e ustioni cutanee.

Bromuro di sodio

Come promesso vediamo qualche altro bromuro oltre a quello di potassio. Ecco quello di sodio, anch’esso abbastanza noto. E’ un sale di sodio dell’acido bromidrico che a temperatura ambiente si presenta come un solido cristallino incolore inodore. Troviamo questo sale spesso utilizzato per produrre bromo puro facendolo reagire con cloro gassoso. E’ presente anche nei processi per la preparazione di altri bromuri come il Bromuro d’argento utilizzato per le pellicole fotografiche.

Bromuro rameico

Il Bromuro di rame, o dibromuro di rame, è il composto inorganico con formula CuBr2 e lo possiamo sentire chiamare anche bromuro rameico perché così compariva quando ancora si utilizzava la vecchia nomenclatura tradizionale. In condizioni normali è un solido nero igroscopico, lo troviamo anche in commercio perché utilizzato come intensificatore in fotografia e come agente bromurante nella sintesi di composti organici. C’è poi anche il laser a vapori di rame, in cui il nostro bromuro serve a produrre radiazioni gialle e verdi. Nonostante possa essere usato in dermatologia, resta il fatto che può arrivare a provocare gravi ustioni cutanee e gravi lesioni agli occhi. Non si sono evidenze di effetti cancerogeni ma è nocivo se ingerito accidentalmente.

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 ottobre 2018