L’inquinamento da metalli uccide gli alveari

I gas di scarico dei veicoli e in particolare l’inquinamento da metalli, mette in pericolo la vita delle api e di altri impollinatori. In Italia, per salvaguardare il benessere delle Api è stato messo al bando l’uso di alcuni pesticidi, oggi, una ricerca pubblicata sulla rivista Enviromental Pollution mette in evidenza che non sono i pesticidi l’unica minaccia per il benessere degli alveari ma sono soprattutto sostante tossiche come piccole quantità di metalli.

Metalli come l’alluminio e il nichel si depositano sui fiori e poi vengono ingerite dalle api e altri impollinatori. I terreni possono essere contaminati molto facilmente dai gas di scarico di veicoli, macchinari industriali e attrezzature agricole, così nessun campo fiorito e al sicuro.

Gli impollinatori hanno la capacità di rilevare la presenza di metalli ma solo dopo aver “visitato un fiore contaminato”, ciò significa che gli impollinatori entrano in contatto con le sostanze tossiche ancora prima di rilevare la presenza di metalli.

E’ vero, molti modelli animali hanno bisogno di piccole quantità di metallo per sopravvivere, basta pensare al ruolo del ferro nell’emoglobina umana, tuttavia, gli stessi metalli possono essere tossici per piante e animali. Lo studio è stato portato a termine presso il dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Pittsburgh, dove Tia-Lynn AShman, ricercatrice e co-autrice dello studio spiega: “Oltre che portare alla morte, i metalli possono interferire con la percezionde del gusto dell’insetto, compromettono l’agilità, la memoria e altre funzioni fondamentali per la vita di un bombo”.

I Bombi sono insetti imenotteri della famiglia Apiadea, come le api raccolgono il nettare e il polline. Sono gli insetti impollinatori più importanti e utili per l’uomo. Lo studio pubblicato sulla rivista Enviromental Pollution si è basato sull’osservazione del comportamento dei bombi. I ricercatori hanno utilizzato due gruppi di fiori incontaminati e un gruppo di fiori contaminati da nichel e alluminio.

I ricercatori hanno osservato se le api che raggiungevano i fiori contaminati riuscivano a individuare i metalli e spostarsi verso i fiori non contaminati. Hanno osservato il tempo che impiegavano i bombi sui diversi fiori e altri comportamenti. Le osservazioni hanno messo in evidenza che i bombi non sono in grado di discriminare “da lontano” i fiori contaminati da quelli “puliti” solo dopo che i bombi hanno gustato il nettare dei fiori riescono a discriminare la presenza di nichel ma non la presenza di alluminio. Pertanto le api ingeriscono alluminio senza notare la sua presenza.

Link Utili | La pubblicazione originale su Environmental Pollution

Pubblicato da Anna De Simone il 8 aprile 2013