Banane biologiche, dalla pianta al consumatore

banane biologiche

Le banane biologiche provengono da piantagioni coltivate senza prodotti chimici e fertilizzanti di sintesi. Chi vuole mangiare banane biologiche in Italia dovrà assicurarsi che il prodotto provenga da coltura biologica certificata in Europa.

Banane biologiche e trattamenti post raccolta
La certificazione bio dovrebbe essere una garanzia di assoluta “naturalità” eppure, alcune esigenze legate al trasporto, spingono alcuni produttori di banane biologiche, a effettuare trattamenti chimici post raccolta. Per fare un esempio, alcuni produttori di banane biologiche della Repubblica Domenicana, per trasportare i caschi in Europa, eseguono dei trattamenti chimici post raccolta, non previsti dalla regolamentazione relativa alle banane bio ma, per qualche cavillo burocratico, accettati dalla normativa europea. Si tratta di un trattamento che condiziona la buccia della banana al fine di proteggere il frutto dall’attacco di eventuali funghi durante il trasporto.

La filiera “bio” delle banane biologiche non si limita alla coltivazione e si spinge fino a raggiungere la grande distribuzione. Le banane sono molto sensibili e, in caso di prodotto bio, queste devono essere trasportate immediatamente dopo il raccolto e in tempi il più breve possibile. Inoltre, per evitare trattamenti chimici post raccolta, in condizioni ideali, le banane biologiche dovrebbero essere trasportate in contenitori pre-raffreddati e raggiungere gli scaffali nel giro di 16 giorni dal raccolto.

Banane biologiche e diritti umani
Le grandi aziende di settore offrono banane biologiche ma non sono in grado di rispettare gli alti standard del Fair Trade. Chi lavora nelle piantagioni di banane non sempre può condurre uno stile di vita dignitoso, anzi, al contrario. Secondo quanto riportato dal Centro Tutela Consumatori le condizioni di chi lavora nelle piantagioni di banane sono tremende, e lo sono ancora di più per chi lavora in piantagioni di banane biologiche in quanto il diserbo è svolto a mano! Si tratta di condizioni lavorative tremende: “14 ore e più di lavoro al giorno, con salari da fame, senza sicurezze sociali. Particolarmente critica è la condizione delle donne: guadagnano di meno degli uomini e sono esposte a molestie sessuali; in caso di gravidanze vengono licenziate.

Banane biologiche, la coltivazione

  • Le banane biologiche sono coltivate senza l’uso di pesticidi chimici sintetici
  • Il diserbo è condotto a mano su base quotidiana
  • Sono impiegati concimi minerali e la fertilità del suolo è garantita con metodi naturali come la rotazione delle colture e l’impiego di concimi organici
  • Il controllo dei parassiti avviene proteggendo gli insetti predatori utili a debellare i potenziali parassiti delle banane.

Banane biologiche, la scelta del consumatore
Il consumatore consapevole dovrebbe scegliere banane provenienti dalle coltivazioni di piccole piantagioni. Alcuni contadini sottraendosi al potere delle multinazionali si sono uniti in piccoli gruppi e producono banane biologiche per le cooperative del cosiddetto “Commercio equo e solidale”. Tra queste, segnaliamo la CTM (Centro Terzo Mondo) cooperativa fondata in Alto Adige e attiva sul tutto il territorio nazionale.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 17 aprile 2014