Auto elettriche e campi elettromagnetici

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Le auto elettriche possono essere pericolose per la salute del conducente? Già nell’articolo intitolato Auto elettriche e Peacemaker abbiamo parlato dei campi elettromagnetici, oggi torniamo sull’argomento per scagionare definitivamente tutti i tipi di veicoli elettrici.

I medici della Mayo Clinic dell’Arizona, ci avevano già rassicurato, i campi magnetici prodotti dalle auto elettriche non sono “clinicamente rilevanti“, così qualsiasi passeggero o conducente con protesi o peacemaker può viaggiare sicuro a bordo di una vettura elettrica. La ricerca della Mayo Clinic non è bastata e ancora oggi, molte persone si preoccupano dei campi magnetici generati dalle auto elettriche.

Perché le auto elettriche producono campi magnetici?
Nell’abitacolo di una qualsiasi automobili possono formarsi campi elettromagnetici (CEM) a bassa frequenza relativamente intensi. In un’auto elettrica i campi elettromagnetici sono generati principalmente da elementi d’acciaio magnetizzati inseriti negli pneumatici e da tutte le componenti elettriche: dal motore fino ai prodotti dell’accensione, dalla dinamo, dall’impianto per l’aria condizionata… I valori più alti si registrano vicino al pianale delle vetture, dove è posto il pacco batterie e al momento dell’accensione.

Per affrontare il tema “auto elettriche e campi elettromagnetici” riportiamo un’altra importante ricerche che ha analizzato, con estrema minuzia, la quantità di campi magnetici prodotti dagli EV.

Auto elettriche e campi elettromagnetici, l’analisi condotta da Tell
Lo studio, condotto da Tell e collaboratori e pubblicato sulla rivista internazionale Bioelectromagnetics, in un articolo intitolato “ELF Magnetic Fields in Electric and Gasoline-Powered Vehicles”, ha valutato e comparato i livelli di campi magnetici a bassa frequenza (range compreso tra 40 Hz -1 kHz) emessi nei veicoli elettrici e in quelli alimentati a benzina, così da verificare se i parametri rilevati sono al disotto dei limiti di legge riportati nelle Linee Guida dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection).

In tutto sono stati analizzati 14 veicoli: 6 a benzina, 5 auto elettriche e 3 auto ibride. I livelli di campo magnetico presenti nell’abitacolo della automobili sono stati determinati tramite sei misuratori a larga banda in grado di effettuare un campionamento ogni 4 secondi ed i risultati sono stati trattati tramite tests statistici di correlazione.

La ricerca ha rilevato che, è vero, nelle vetture elettriche sono presenti quasi il doppio dei campi magnetici presenti nelle auto a benzina, ma si tratta sempre di valori al disotto dei limiti di legge. Nello specifico, il campo magnetico medio misurato sulle vetture elettriche è risultato dell’ordine di 0.095 mT contro un livello medio di 0.051 mT rilevato sulle macchine a benzina, valori molto più alti sono stati misurati sui camion (0.146 mT per quelli alimentati elettricamente 0.081 mT per quelli a benzina). Si tratta in ogni caso di valori che rimangono ampiamente al disotto dei livelli di riferimento per l’esposizione del pubblico indicati dall’ICNIRP per il range di frequenze specifico.

Nella foto, la berlina ibrida plug-in Volvo S60L

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Pubblicato da Anna De Simone il 2 giugno 2014