Anticiclone delle Azzorre e africano

Anticiclone delle Azzorre

Anticiclone delle Azzorre, un fenomeno di cui sentiamo parlare spesso, soprattutto quando si avvicina la bella stagione, ma che non sempre è così chiaro nella nostra mente. E’ uno di quei nomi che suonano familiari a tutti ma che pochi conoscono nello specifico, questo anticiclone delle Azzorre resta quindi quasi una “creatura” mitica, di fantasia, che arriva a mescolare il clima delle nostre giornate estive e a farci sfoderare ventagli e ventilatori. Non è un “mostro” inventato ma uno specifico fenomeno atmosferico con caratteristiche e frequenze precise.



Anticiclone delle Azzorre

L’anticiclone delle Azzorre non riguarda solo queste isolette, altrimenti non sarebbe così noto a noi e a tanti altri paesi. Possiamo in generale dire che si presenta nelle aree dell’oceano Atlantico settentrionale ed ha il suo massimo di pressione atmosferica mediamente in prossimità delle omonime isole.

In Italia, quando l’anticiclone delle Azzorre arriva ad influenzare il clima, ciò che accade è che le masse d’aria soggette alla compressione sono di origine atlantica, più fresche quindi, e ne consegue che gli effetti del surriscaldamento da subsidenza sulle temperature al suolo diventano molto più lievi.

Anticiclone delle Azzorre: cosa è

Appurato che non si tratta di una creatura immaginaria dalle strane sembianze, possiamo descrivere l’anticiclone delle Azzorre come semplicemente un’area di alta pressione dal carattere semipermanente e di origine subtropicale oceanica.

Questa area di alta pressione viene prodotta dalla stessa circolazione atmosferica, in corrispondenza delle latitudini interessate. Si crea proprio una fascia di alte pressioni semi-permanenti su entrambi gli emisferi ed è una conseguenza della subsidenza atmosferica della Cella di Hadley intertropicale.

Anticiclone delle Azzorre

Anticiclone africano

Quando in Italia arrivano delle ondate di caldo, quelle che i telegiornali amano tanto mettere nei titoli come “emergenze”, non sempre si tratta di anticiclone delle Azzorre, anzi, di solito è l’anticiclone africano l’origine di questi eventi ad alta temperatura. Questa zona di alta pressione, “africana”, di solito si posiziona sopra il deserto del Sahara, solo a quote superiori a 1000-2000m.

Anticiclone in arrivo

Quando si vuole annunciare l’arrivo di una ondata di caldo più intensa della media, in estate, in Italia, spesso si può sentire utilizzare l’espressione “anticiclone in arrivo”. Che sia quello delle Azzorre o quello africano, sempre di caldo si tratta anche se esistono delle differenze tra i due fenomeni.

Anticiclone: meteo

L’anticiclone delle Azzorre influisce non solo sul clima che regna in estate sulla nostra penisola ma anche sulla situazione meteorologica del resto dell’Europa perché può arrivare a coprire una vasta area, quella che si estende dal Mediterraneo fino a quasi il Circolo Polare Artico.

L’anticiclone delle Azzorre appartiene al gruppo degli anticicloni subtropicali, nei mesi invernali, per come è posizionato, consente ad un gran numero di perturbazioni di accedere al Mediterraneo, in quelli estivi garantisce tempo buono e temperature alte perché, espandendosi, protegge il Mediterraneo dalle perturbazioni.

Anticiclone delle Azzorre

Anticiclone in Italia

Quando un anticiclone, che sia delle Azzorre o africano, si allunga verso l’Italia, aspettiamoci ondate di caldo. E’ quasi automatico e non per una leggenda metropolitana o un modo di dire. Ciò che accade è chiaro anche se non banale da spiegare.

Il cielo sereno favorisce una forte insolazione al suolo, in una condizione di prevalenza di correnti discendenti, che si avvicinano ad un suolo “caldo” si genera autonomamente del calore aggiuntivo dovuto ai moti subsidenti. Ecco perché fa più caldo che mai quando arriva l’anticiclone.

Il calore e il vapore emanati dal suolo non riescono a diluirsi verso l’alto per via delle correnti lente e discendenti, e restano così a creare un sottile strato di poche centinaia di metri vicino al suolo. Giorno dopo giorno calore e umidità si accumulano e il caldo è sempre più insopportabile perché anche “appiccicoso”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 dicembre 2017