Allocco: verso e significato

Allocco

Di taglia media, l’allocco è un rapace notturno che pesa circa mezzo chilogrammo e non arriva alla lunghezza di mezzo metro, anzi, nemmeno a quella di 40 centimetri. Un uccello si misura anche per apertura alare e la sua arriva ad essere di un metro, circa. Ha una testa grande, tondeggiante ma un po’ piatta, come schiacciata, con le piume che formano quasi due dischi di colore grigio o bruno. Non sono delle decorazioni a puro fine estetico ma servono ad amplificare i suoni, cosa molto importante soprattutto per degli uccelli che si muovono nella notte.

Il resto del piumaggio resta sempre con delle simili sfumature che vanno dal fulvo-bruno al grigio, sul ventre possono comparire delle zone più scure, sempre sulle stesse tonalità.



Può essere confuso con l’allocco degli Urali, anche se questa specie, in Italia, è presente solo nelle zone alpine orientali.

Allocco: significato

In verità l’allocco non è un allocco, modo in cui si definiscono persone non molto furbe. Sei un allocco, sei rimasto lì come un allocco. Tutte espressioni che non sono certo dei complimenti ma andremo a scoprire che l’allocco non è un rapace così tonto, ha solo un’aria un po’ allampanata dovuta al suo essere notturno e al suo avere gli occhi che sembrano sgranati perennemente a guardare il mondo come se stesse accadendo qualcosa di imprevisto e di non gestibile.

Gli occhi di questo uccello sono neri e anche grandi, si vedono bene perché spiccano in contrasto con il piumaggio certo non nero, non si vedono ciuffi auricolari e con le sue sfumature grigio – marroni questo uccello riesce a mimetizzarsi molto bene nel bosco. Altro che essere un allocco.

Allocco: verso

Tra i vari rapaci notturni, il protagonista dell’articolo è uno dei più attivi dal punto di vista vocale, emette dei suoni molto acuti, soprattutto nelle ore notturne tra dicembre e aprile. Il dismorfismo sessuale che già si vede nelle dimensioni degli esemplari di allocco, si conferma anche nel vociferare di questo rapace. Il maschio ha infatti un canto che ricorda una sorta di ululato mentre la femmina ha un canto più simile a quello della civetta e se non siamo degli esperti possiamo confonderla con sua “cugina” molto facilmente.

Sia i maschi che le femmine seguono una dieta a base di piccoli mammiferi, topi soprattutto, e la femmina nidifica tra febbraio e giugno, trovando una sistemazione per i futuri allocchi in cavità naturali che possono essere o dei tronchi di albero o dei nidi abbandonati da altri uccelli.

Quando è il momento la femmina depone le uova, in medi da due a quattro, e le cova per un mese, poi nascono i pulcini che sono pronti per volare dopo 5 settimane dalla schiusa ma ci vogliono 4 mesi perché siano davvero autosufficienti in tutto per tutto.

Allocco: verso

Allocco italiano

L’allocco è anche italiano perché è un rapace diffuso in tutta Italia, tranne che in Sardegna e apparentemente nella penisola salentina. Lo troviamo però anche in altre aree fuori confine come ad esempio in molti paesi del nostro continente come anche in Asia e nella parte settentrionale del continente africano.

In generale l’allocco cerca per vivere e nidificare degli ambienti forestali, li preferisce in assoluto ma con il tempo e con la loro lenta inesorabile scomparsa, ha imparato ad adattarsi agli ambienti agricoli e antropizzati. Pensate che lo si trova anche nei centri storici delle città e non di quelle piccole e immerse nel verde ma anche in quelle grandi, nelle metropoli come Roma e Milano, Torino e Napoli.

Vive di notte quindi non avremo molte probabilità di vederlo, l’unico periodo in cui fa delle uscite alla luce del sole è quello della riproduzione e dell’allevamento dei piccoli. Se nelle foreste nidifica negli alberi, meglio se conifere, in città va a rifugiarsi in cavità che trova nelle case, nei fabbricati anche abbandonati e perfino in certi monumenti e palazzi storici.

Per la legge italiana l’allocco è una specie protetta ai sensi della legge anche se non è da considerarsi globalmente minacciato, anche perché sembrerebbe in aumento un po’ ovunque la sua popolazione grazie alla protezione, al rimboschimento e alle sue capacità di adattamento agli ambienti antropizzati. Tra le zone dell’Italia in cui se vogliamo possiamo provare a cercarlo ci sono i parchi cittadini di città come Pavia, Trento, Siena, Roma, Torino, Bergamo e aree più verdi ma sempre vicine a centri abitati come il Parco di Monza e il Bosco della Mesola vicino a Ferrara.

Allocco: riproduzione

Dare dell’allocco, scientificamente parlando, vuol dire dare del compagno fedele perché a tutti gli effetti questo rapace è monogamo, le coppie durano una vita e si riproducono tra ottobre e novembre producendo due o tre uova che si schiudono dopo circa un mese. C’è una divisione di ruoli abbastanza rigida, la madre difende la prole e il padre va in cerca di cibo.

Da classico rapace notturno, l’allocco presenta delle caratteristiche tipiche della categoria come ad esempio un ottimo udito, grazie a quei suoi dischi facciali, e le piume frangiate, che consentono all’animale di volare senza produrre suoni. Tutto ciò, e molto altro di più tecnico, rende l’allocco un animale in grado di cavarsela nella notte piombando sulla preda e aggredendola a colpo sicuro.

Allocco: riproduzione

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 ottobre 2018