Albero della stricnina o Nux Vomica: proprietà

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Albero della stricnina o Nux Vomica in omeopatia: caratteristiche botaniche, proprietà e a cosa servono gli estratti. Consigli all’uso e avvertenze.

Il suo nome botanico è Strychnos nux-vomica, chiamato anche noce vomica o albero della stricnina. E’ molto usato in omeopatia per le proprietà dei suoi estratti, tuttavia in natura è meglio starne alla larga. Ti basterà pensare che il nome Nux vomica ha derivazione latina e significa noce che provoca il vomito.

Il nome comune “albero della stricnina” è legato all’abbondante presenza di questo composto tossico nei suoi frutti.

Albero della stricnina o Nux Vomica: pianta e caratteristiche

L’albero della stricnina presenta bacche di colore arancione, simile a piccole arance ma all’intero la polpa è bianca e presenta semi a forma di disco. I semi di nux vomica sono caratterizzati da un colore grigio e completamente coperti da una peluria setosa.

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Loganiacee, è originario dell’India e del sud-est asiatico. La maggiore concentrazione di stricnina è presente nei frutti e nei semi.

La stricninca è una sostanza tossica usata come veleno per piccoli roditori, uccelli o come pesticida agricolo ad ampio spettro. L’uso della stricnina come veleno è ammesso in molti paesi, dove può essere impiegato anche per eliminare volpi, faine e altri animali selvatici che possono minare la stabilità di un allevamento in piena campagna.

La nux vomica è annoverata tra le piante velenose anche per noi umani, basterà pensare che una dose di 30 mg di stricnina può essere fatale, anche se studi vedono una dose letale media di 1 mg per kg con morte sopraggiunta per blocco respiratorio. Anche respirare polveri contenenti stricnina è dannoso così come è stato osservato l’assorbimento di questa sostanza attraverso la pelle.

Si tratta di un grande albero cespuglioso che si può coltivare facilmente anche in Italia. Nonostante la presenza di stricnina, questa pianta è apprezzata per la preparazione di diversi prodotti usati in omeopatia.

Albero della stricnina o Strychnos nux vomica: proprietà

Dai semi si prepara il popolare rimedio omeopatico Nux vomica. Paradossalmente, in omeopatia si sfruttano proprio i componenti chimici che ad alte concentrazioni possono essere tossici, quali la già citata stricnina e la brucina. La brucina è un alcaloide molto simile alla stricnina.

Le proprietà del nux vomica in omeopatia sono proposte per curare un buon numero di disturbi, anche nei bambini. Noi di IdeeGreen.it come sempre sconsigliamo di usare rimedi omeopatici fai da te e soprattutto senza la supervisione di un esperto o del proprio medico di fiducia.

Estratti dell’albero della stricnina o Nux vomica: a cosa serve

In omeopatia, questo rimedio è usato per curare insonnia, ritenzione urinaria, ipertensione, affaticamento… agisce prevalentemente sul sistema nervoso (centrale e periferico) esercitando un impatto su apparato digerente, cardiovascolare, muscolo-scheletrico, urinario, respiratorio e genitale.

Si tratta di uno dei rimedi omeopatici più antichi e usato praticamente per qualsiasi malanno: cefalea, vertigini, mal di testa, mestruazioni irregolari, infiammazioni, sciatalgie, dolori da reumatismi, tosse, mal di gola, raucedine, naso chiuso, cistite… Nella realtà dei fatti, gli esperti in omeopatia consigliano la nux vomica ai soggetti che tendono a somatizzare un malessere, alle persone particolarmente irritabili e sensibili alle preoccupazioni, allo stress e che non tollerano ritmi di vita frenetici. Può essere usato anche in chi soffre di disturbo ossessivo compulsivo.

Questo nasce perché la stricnina e la brucina vanno ad agire e funzionano da soppressori sensoriali. Per lo stesso motivo, la nux vomica in omeopatia è usata anche per alleviare l’astinenza da nicotina in chi sta cercando di smettere di fumare, come ausilio a chi vuole cessare l’abuso di alcol o di droghe. In caso di una dipendenza (da alcol o da una droga) è importante ricordare che questo rimedio omeopatico non può sostituire un percorso riabilitativo con una psicoterapia.

Nella foto in alto, i semi piatti dell’albero della stricnina.

Pubblicato da Anna De Simone il 4 maggio 2018