Alberi maestri? Tutti A scuola dagli alberi

alberi maestri

Alberi Maestri, sì, proprio loro, in rappresentanza del mondo della natura salgono in cattedra con Anna Cassarino per insegnare quanto ci sia di prezioso attorno a noi e quanto sia importante rispettarlo. Rendere gli alberi maestri è una metafora per il progettoA scuola dagli alberi” con cui  Anna gira per tutta Italia, rivolgendosi a grandi e piccoli con un linguaggio ben lontano da quello tecnico, e un po’ noioso, spesso usato in passato.

1) In cosa consiste il suo progetto che vede gli alberi maestri? E che scopo ha?

Il progetto A scuola dagli alberi è stato creato per rendere possibile a tutti una conoscenza di base sul funzionamento della natura, grazie ad una forma narrativa concisa e chiara. Come ci fossero alberi maestri.

2) Come mai proprio gli alberi? E come mai i tuoi sono alberi maestri?

Ho dato un posto privilegiato agli alberi perché sono gli esseri viventi col maggior effetto positivo complessivo sull’ambiente, ma pochissimi ne tengono conto, dato che l’argomento è ancora troppo sottovalutato, invece dovremmo ricordarci degli alberi come veri alberi maestri. Ciascuno può accedere adesso a questa conoscenza dal sito www.ascuoladaglialberi.net con molte rubriche e articoli utili. Per approfondire ci sono i 6 libri che ho pubblicato, laboratori, performance, conferenze, installazioni, mostre.

3) Si occupa o si è occupata in particolare degli alberi monumentali?

Prima di pensare agli alberi maestri, far conoscere gli alberi monumentali è stato il primo passo che ho fatto per creare interesse verso gli alberi. Per questo ho visitato tutte le province italiane e dal mio sito ciascuno può sapere quali ci sono, come raggiungerli, cosa li caratterizza, che funzioni ecologiche hanno. Anche loro sono un po’ alberi maestri. Sono l’unica in Italia ad avere fatto un lavoro così capillare.



4) Come e quando è iniziato il suo interesse per il rapporto tra arte ed ecologia?

Vent’anni fa, dopo un viaggio di tre mesi in Messico, sono rimasta colpita dalla natura che ai tropici si rivela con maggior impeto, così ho cominciato a dedicarmi a questo argomento dapprima con dipinti, dato che l’immagine visiva è spesso ciò che fa scattare il primo interesse. Poi man mano ho esteso e approfondito l’argomento e il modo di trattarlo, fino a eleggere gli alberi maestri e creare il progetto A scuola dagli alberi.

5) Quali mezzi e tecniche di comunicazione e sensibilizzazione utilizza la sua scuola? E’ accessibile a tutti?

Utilizzo la scrittura e la narrazione, con il supporto della pittura, la fotografia, le installazioni ambientali – ecco gli alberi maestri protagonisti – e tutte le forme creative che rendono più facile e piacevole avvicinare l’argomento, spesso e volentieri trattati con linguaggio troppo tecnico e prolisso. Altro che alberi maestri. Chiunque abbia curiosità e un po’ di buona volontà può imparare dalla mia scuola, dedicando anche solo un quarto d’ora al giorno, ma con attenzione e costanza.

6) Ci sono iniziative particolari che, anche usando gli alberi maestri, lei rivolge ai più piccoli e/o alle scuole?

Tutto ciò che propongo può essere facilmente compreso già a partire dai 10 anni. Quando ho a che fare con bambini più piccoli, semplifico, ma mantengo gli stessi argomenti, che attraggono comunque l’attenzione. Tante volte ho avuto a che fare con le scuole, passando però dalle biblioteche o direttamente dalle insegnanti interessate che mi hanno conosciuta.

7) E con le amministrazioni pubbliche, locali e non?
Mi piacerebbe moltissimo fare corsi, laboratori e narrazioni per chi lavora negli enti pubblici, ma finora è stato impossibile. Finora gli alberi maestri non sono stati ammessi.

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Pubblicato da Marta Abbà il 24 giugno 2014