AICA, comunicare per l’ambiente

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AICA, da 13 anni comunica per l’ambiente, di ambiente, sull’ambiente. E’ impegnata nel sensibilizzare la popolazione su temi di importanza internazionale, e lo fa con campagne ad ampio raggio ma anche con la dedizione richiesta da iniziative scolastiche di classe in classe. Mettendosi fianco a fianco con i cittadini del futuro, ad esempio, e mostrando loro con un approccio ludico, temi di importanza cruciale. A maggio, c’è un importante appuntamento per AICA, e per tutta l’Europa. Ce ne racconta il direttore responsabile Emanuela Rosio.



 

1) Cos’è AICA e qual è la sua mission?

AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) nasce nel 2003 con lo scopo di far entrare la comunicazione nell’agenda dei temi legati all’ambiente. Per raggiungere gli obiettivi progettuali in tematiche come il ciclo dei rifiuti o il risparmio idrico o la prevenzione dei rischi naturali, siamo convinti sia indispensabile coinvolgere i cittadini e dialogare con le istituzioni locali. AICA è impegnata nel tenere aperta la discussione sulle campagne e le azioni di comunicazione ambientale italiane e non.

2) Quali sono le principali attività di AICA sul territorio?

Il progetto principale di AICA è la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), in calendario ogni anno a fine novembre. Si svolge in partenariato con l’ACR + di Bruxelles, l’ARC della Regione Catalunya, l’IBGE di Bruxelles e OHU di Budapest, finanziato dal LIFE. Il ruolo di AICA è di coordinare l’European Clean UP Day (ECUD): un’azione di pulizia del territorio che i svolge ogni anno intorno al 9 maggio. Sia la SERR che l’ECUD sono call to action: viene emanato un bando a cui tutti si può aderire proponendo un’azione. Per SERR che riduca i rifiuti, per ECUD lo scopo deve essere quello di pulire un pezzo di territorio. L’Italia ultimamente è il paese Europeo con il più azioni di riduzione dei rifiuti sul territorio.

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3) Come si svolge l’European Clean UP Day su cui AICA è focalizzata?

L’ECUD anche quest’anno sarà nei primi dieci giorni di maggio in contemporanea in tutta Europa. La seconda edizione della manifestazione centrale Keep Clean and Run, sarà proprio in Italia: sarà una corsa da San Benedetto del Tronto a Roma realizzata da Roberto Cavallo, presidente di AICA, e Oliviero Alotto. AICA si impegna anche così per sensibilizzare contro l’abbandono dei rifiuti, dal 30 aprile al 6 maggio.

4) Chi può partecipare e come?

All’ECUD possono partecipare tutti, privati e aziende, pubbliche amministrazioni e scuole, basta scrivere a serr@envi.info per informazioni.

5) Come è la situazione in Italia su questa problematica vista da voi di AICA?

Il principale problema legato all’abbandono dei rifiuti è l’inquinamento del mare: è quanto risulta a noi di AICA come a chi si occupa delle nostre stesse tematiche. Basta pensare che il 70 % dei rifiuti che arrivano al mare sono prodotti nell’entroterra e che il Mediterraneo è un mare chiuso. Chi di noi non ha visto sulle spiagge o alle foci di torrenti e fiumi i rifiuti soprattutto di plastica arrivare al mare? Oggi la Marine Litter è una delle priorità della Comunità Europea.

6) AICA organizza anche una iniziativa su rischi idrogeologici nelle scuole: di cosa si tratta?

Tra le azioni di educazione ambientale realizzate da AICA e rivolte agli abitanti del cuneese, c’è anche questa, ispirata al testo del presidente Cavallo stesso sulla prevenzione delle alluvioni. Si intitola “Voglio raccontarti una storia” e raccoglie molti testi letterari sul tema dell’alluvione, da Dostoevskij a Fenoglio. Il libro è diventato spettacolo teatrale corale, è stato presentato ad Alba nel 2014 in occasione del ventennale dell’alluvione che aveva duramente colpito il Sud Piemonte e Alba in particolare. Sullo stesso tema AICA con le scuole ha giocato. Sì, abbiamo realizzato un gioco di ruolo per educare alla prevenzione del rischio idrogeologico coinvolgendo ragazzi, insegnanti e amministratori.

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7) Che riscontri ha ricevuto AICA per questa iniziativa?

Il gioco di ruolo, chiamato Rivermed, ottiene un buon successo se realizzato da un educatore che aiuta i ragazzi o gli adulti a giocare. Allo stesso tempo, cosa cara ad AICA, è necessario far discutere ed interagire i ragazzi che si immedesimano noi ruoli degli amministratori e gestori del territorio in momenti di tranquillità e di emergenza, aiutando a comprendere le ragioni e le scelte fatte e a interessarsi di tematiche che non ci toccano tutti i giorni.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 marzo 2016