Adotta un Robot: il riuso amico

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Adotta un Robot. E’ un invito, un suggerimento, un consiglio. Per sperimentare la cultura del design del riuso. Per avere compagnia. Per uno slancio di creatività. Adotta un Robot è un progetto di Massimo Sirelli, una anima creativa e girovaga che ama e crea robottini. Sono “orfani del progresso industriale, del consumismo, del merchandising, dei retro computer e della tecnologia in disuso”. Ma chi Adotta un Robot, può cambiare il loro destino.

1) Come e quando ti è venuta l’idea di Adotta un Robot?

L’idea di Adotta un Robot è arrivata poco prima di decidere di pubblicare il sito, inizialmente pensato solo per far vedere le mie creazioni. Pian piano i Robot sono diventati tanti e molti amici ne volevano uno: così l’idea di Adotta un Robot. Perché ho capito che sarebbe stato difficile separarmi da loro ma nello stesso tempi mi faceva piacere che loro potessero abitare altre case. L’idea del venderli mi disturbava: i miei Robot sono pieni di vita e la vita non ha prezzo. Quindi prese forma a fine 2013 il concetto di adozione.



2) In cosa consiste? Oltre alla simpatia per i robot, è una idea per promuovere il design del riuso? In che modo e con che risultati?
Ovviamente i Robot sono la mia passione. Nel progetto Adotta un Robot ho inserito quelle che sono le mie passioni: amo gli oggetti rari, le cose ricche di storia e di polvere. Non amo lo spreco e mi stupisco ogni qual volta vedo una seconda vita in un oggetto destinato alla spazzatura. I risultati di Adotta un Robot sono stati incredibili e questo mi fa sentire alle volte un piccolo super eroe! Perché attraverso i robot riesco a far passare concetti e valori preziosissimi: il design del riuso, il riciclo, il recupero della memoria storia, l’amore per il proprio vissuto e la propria storia.

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3) Come costruisci i tuoi robot? Dove e come prendi il materiale e con che criterio lo assembli?
I miei Robot nascono a casa mia. Nascono negli orari più improbabili… in tarda serata o all’alba. Vado a letto tardi la sera per avvitare bulloncini e mi sveglio presto al mattino per ritocchi e finiture. Il materiale per il progetto Adotta un Robot arriva da ricerca mirata o dal semplice caso. Sono onnivoro del bello: quando qualcosa mi ispira cerco di acquisire l’oggetto, spesso fermo le persone, oppure domando loro di darmi un determinato oggetto e gli racconto quello che ci andrò a fare. Ciò che mi stupisce è che le persone mi regalano quello che desideravo perché si innamorano di Adotta un Robot.

4) come si fa a candidarsi per una adozione? Ci sono dei requisiti specifici?
L’unico requisito necessario per Adotta un Robot è avere “CUORE”.

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5) Finora quanti robot sono stati adottati? Chi Adotta un Robot?

Sono circa 50 i Robot che hanno felicemente trovato casa, e sono i Robot che hanno scelto la propria famiglia. Solitamente chi Adotta un Robot lo fa in maniera mirata, perché la storia di quel Robot è proprio unica e intimamente legata alla storia della famiglia adottiva. Quando accade questo, ed è successo tante volte, mi emoziono.

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6) Oltre al sito per le adozioni fai anche mostre, iniziative, attività di laboratorio per adulti o bambini?

Si. Ho capito che Adotta un Robot è un mezzo per comunicare e condividere valori forti. Ho sacrificato il mio vero lavoro per dedicarmi appieno a queste attività per condividere con i più piccoli e con i loro genitori il mio pensiero e la mia idea creativa. Il 21 febbraio stiamo promuovendo un workshop per famiglie presso il FAB LAB di Milano, ad esempio.

7) Hai girato tanto, per Adotta un Robot: come viene concepito e vissuto il riuso fuori confine?

Ho girato il lungo e in largo e nel 2015 non voglio fermarmi un solo giorno. Ho incontrato tantissime persone e sono felice di constatare che è in atto una silenziosa, e per fortuna, sempre meno silenziosa, rivoluzione. Il tema del design del riciclo è caldissimo e si nota in ogni settore, in ogni evento, in ogni attività. Ormai la consapevolezza che bisogna esser attenti al ridurre i rifiuti, ridurre le produzioni a favore del riciclo è forte. Questo è il futuro. W il re-made, W i Robot.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 febbraio 2015