Acquario per pesci rossi: come allestirlo

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Acquario per pesci rossi. Non si sceglie a caso, per loro è una casa, e dobbiamo assicurare ai nostri pesci rossi spazi adeguati e puliti, confort e luce. Nel caso, poi, anche buoni coinquilini, niente spifferi e né sbalzi termici e cibo sano: vietato junk food! Il fatto che, ammesso sia vero, i pesci rossi abbiano la memoria corta, non è una scusa per non darsi da fare nel allestire un acquario per pesci rossi.

Per non creare sovraffollamento in un acquario per pesci rossi vale la regola dei 50 litri per ciascuno e, se convivono, più spazio avranno più saranno sani. Lo spazio, meglio in un parallelepipedo: acquari per pesci rossi fatti a bocce, di plastica o di vetro che siano, sono sconsigliati, possono compromettere la crescita con conseguenti patologie come, ad esempio, il rachitismo. Non saprei dirvi, al momento, come reagirebbero se inseriti in un acquario che non è una boccia, no, ma un acquario per pesci rossi certo un po’ labirintico. Divertiti o alienati? Se lo provate, fatemi sapere! Io, da pesce rosso, penso lo apprezzerei.

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Concesso il giusto spazio, va tenuto pulito con un sistema di filtraggio, essenziale per assicurare lunga vita ai nostri pesci rossi, smemorati o no che siano. La scelta migliore per qualsiasi acquario per pesci rossi è quella di un doppio sistema di filtraggio. In generale ne esistono diversi tipi, il più efficace è senz’altro il filtro biologico, poi ci sono i filtri “sotto-sabbia” ma solo se proprio “non si sa che pesci pigliare”. L’acqua, del rubinetto va più che bene, in un acquario per pesci rossi è meglio sia ad una temperatura minima di 15 gradi, fino a 22 gradi. Va tenuta pulita, va anche trattata con un bio-condizionatore che rimuove i metalli pesanti, a protezione delle mucose dei pesci rossi. Nessun oggetto estraneo, però, ameno che non si tratti di mini acquario portapenne da scrivania, pure con luce LED.

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Ora, finalmente, si arreda! E niente tendenza all’accumulo: in un acquario per pesci rossi non sono ammessi “hoarder” (accumulatori seriali) perché ci vuole innanzitutto ampio spazio per il nuoto, almeno nella parte frontale. Ci si può poi sbizzarrire creando ai lati e negli angoli dei punti relax, nicchie e rifugi combinando rocce, legni e piante. Niente pietre calcaree, però, ed evitare sassolini troppo piccoli che possono costituire un pericolo per gli abitanti dell‘acquario per pesci rossi. I legni devono essere quelli lavorati apposta e anche sulle piante “da appartamento” per pesci rossi, è necessario prediligere quelle resistenti.

Non è questione di pollice verde, o pinna verde che sia: si tratta di pesci, e rossi, tutt’al più, quindi a loro piace mordicchiare le foglie, ottime quelle del Muschio di Java o di Elodea. La presenza di verde nell’acquario per pesci rossi, proprio come nel “nostro acquario” chiamato cielo, favorisce il ricambio di ossigeno, oltre che una piccola quantità di cibo per chi ci vive dentro. Tutto il mondo è acquario, verrebbe da parafrasare, e se la vita è un’avventura anche per i pesci rossi, tanto vale fornire un vascello fantasma, sperando non si spaventino…

I pesci rossi non hanno problemi di luce ma vorremo almeno guardarli nuotare senza dover diventare ciechi? Allora si può allestire un impianto di illuminazione medio per un acquario per pesci rossi medio:  0.5 watt per litro dovrebbe essere la scelta ottimale, ma anche una luce più bassa è accettabile. A meno che non li si voglia stupire con effetti speciali: questi!

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Pronto l’arredamento e gli impianti, fatta una verfica e un “primo ciclo” per far sì che i batteri benefici proliferino, nel nostro acquario per pesci rossi, allora: “benvenuto amico”! E’ sconsigliato, però, l’effetto sorpresa, che si traduce in uno shock termico, per il povero pesce rosso, ignaro, da tenere invece in un sacchetto di plastica immerso nell’acqua per circa 20 minuti, prima di farlo sguazzare nel suo acquario. Se ci sono più pesci rossi, procedere a intervalli di qualche settimana. per non causare stress al sistema biologico dell’acquario stesso.

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Per non causare stress al sistema sociale, inoltre, dell‘acquario per pesci rossi, bisogna sceglierne di compatibili, e non è banale. Proprio come per gli esseri umani. Fortunatamente “la Babele” che si può creare in un acquario per pesci rossi presenta solo quattro categorie: quella pesci rossi da laghetto comprende “il modello classico” e poi ci sono invece quelli rari, tra cui scoprire il Shubunkin. La “casta” degli stravaganti, Oranda in primis, con la sua tinta bianca, non riesce a prevalere, perché c’è addirittura quella degli estremamente stravaganti, come il Testa di Leone, il Ryukin con le sue mille livree o il tondeggiante Scaglie Perlacee.

E le regole? Quelli da laghetto non vogliono stare con quelli rari; i pesci rossi stravaganti invece, non reggono gli estremamente stravaganti. Messi d’accordo i quattro popoli di pesci rossi, non mescolarli con quelli tropicali. Decidete quale delle due categorie, ma sono proprio incompatibili: se una sguazza, gli altri sopravvivono a fatica, in un certo acquario. Poi, pesci più, pesci meno, occhio all’acqua: è da cambiare settimanalmente, dando un occhio sempre al funzionamento del sistema di filtraggio che è e resta la condizione essenziale per avere dei pesci rossi sani.

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Oltre ai sistemi e agli accessori già citati, in un acquario per pesci rossi possono servire un ossigenatore e un termometro ad hoc per acquario, una rete per pesci  e una spazzola per alghe. Serve poi un aspiratore per ghiaia o sifone con cui passare il fondo dell’acquario per pesci rossi, frequentemente. Quanto al regime alimentare, no junk food! Come gli altri suoi colleghi pesci, come qualsiasi essere animato, il pesce rosso preferirebbe mangime di ottima qualità, ma soprattutto variegato e con aggiunta di vitamine, e in giuste dosi. Come tanti esseri umani, non sempre si sa regolare, ma c’è una mangiatoia super tecnologica, anche programmabile, che lo fa per lui, anche in nostra assenza.

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 marzo 2015