Acqua, un diritto universale

L’Acqua divente un bene comune anche in Europa, l’accesso all’acqua è un diritto universale e fondamentale, ad affermarlo è una risoluzione non legislativa approvata dal Parlamento europeo. Il testo approvato dalla Commissione europea rappresenta il contributo del Parlamento a salvaguardare le risorse idriche. Il testo sarà pubblicato a novembre e propone ottimi spunti:

  • una tariffazione dei servizi idrici più trasparente
  • una migliore gestione delle acque reflue
  • l’introduzione di bandiere blu anche per laghi e fiumi
  • condizioni sul risparmio idrico per i sussidi all’agricoltura
  • condizioni sul risparmio idrico per i sussidi al settore dell’energia

Un’ottima novità potrebbe essere l’introduzione di bandiere blu per fiumi e laghi. Le bandiere blu, attualmente sono utilizzate per segnalare la qualità dell’acqua delle spiagge, tale iniziativa sarà estesa a tutti i siti di balneazione, compresi laghi e fiumi. Ciò innescherà un maggior interesse da parte delle regioni e degli enti per il turismo e maggiore tutela delle risorse idriche ambientali.

Secondo i deputati dell’Ue, il 20% delle risorse idriche è perso a causa dell’inefficienza. E’ per questo che bisogna fare pressione sulla riduzione del consumo di acqua, non solo da parte della collettività (singoli, organizzazioni, imprese…) ma anche direttamente sulle condizioni della rete idrica europea. Un punto più spinoso è dettato dalla trasparenza sulla tariffazione dei servizi idrici.

L’acqua è un diritto universale ma anche qui si potrebbe utilizzare la frase “chi usa paga” e introdurre i principi di “chi inquina paga“. La risoluzione chiede ai governi nazionali di utilizzare il sistema di tariffe per introdurre i principi del “chi inquina paga” e del “chi usa paga”. A tal proposito bisogna necessariamente tenere conto delle problematiche sociali nel determinare le tariffe per l’acqua.

Pubblicato da Anna De Simone il 12 luglio 2012