5 parchi delle Dolomiti da visitare

Parchi delle Dolomiti: Parco Naturale Tre Cime
5 parchi delle Dolomiti da visitareIl nostro paese custodisce una perla naturalistica di rara bellezza. Ci riferiamo alle Dolomiti, spettacolari cime che non possono non incantare chiunque ami la montagna e, in genere, gli spettacoli che il nostro straordinario pianeta sa donarci. Esistono tanti modi per conoscere da vicino le Dolomiti.

Oggi vogliamo condurvi in un viaggio virtuale tra alcune delle sue aree più degne di nota. Scopriremo quindi insieme alcuni parchi delle Dolomiti per immergersi nel pieno di una natura unica al mondo.



Parchi delle Dolomiti da visitare

1. Parco Naturale delle Tre Cime

Sono molto probabilmente uno dei simboli per eccellenza delle Dolomiti: le Tre Cime di Lavaredo. Il Parco che porta il nome di queste splendide vette impresse nell’immaginario collettivo si estende su una superficie di 11.891 ettari, interessando i Comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido.

Da un punto di vista geomorfologico il Parco Naturale delle Tre Cime è costituito perlopiù da roccia. Tuttavia, diverse specie floreali sono riuscite ad insediarsi in questo territorio, offrendo anche tratti di vegetazione.

Tra le specie arboree ammirabili nell’area rientrano l’abete rosso, il larice, il pino silvestre, il salice, l’ontano, il pino cembro e anche alcune latifoglie. Sotto il profilo della fauna, il Parco si distingue per la presenza di molte specie di uccelli tra cui il fringuello alpino, il sordone, l’aquila reale e il picchio muraiolo.

Vale la pena ricordare che le Tre Cime di Lavaredo sono considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo, con la Cima Grande che costituisce una delle classiche pareti nord delle Alpi, consentendo la vista panoramica sulle vette circostanti e sul Parco nella sua interezza.

2. Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta dei parchi delle Dolomiti da visitare, addentrandoci nel Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, area naturale protetta istituita nel 1967. Come il nome stesso della zona indica, il Parco ingloba una parte delle Pale di San Martino, cime di grande valore naturalistico e paesaggistico, che sono state non a caso riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

All’interno del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino è custodita un’altra area di enorme rilevanza. Si tratta della Foresta dei Violini. Questo spazio di natura deve il nome agli alberi che contraddistinguono il suo territorio. Alberi che nei secoli sono stati utilizzati per costruire le casse armoniche dei violini. La storia narra che persino Antonio Stradivari usasse il legname di pregio della foresta per creare i suoi violini leggendari.

Al di là di questo interessante risvolto storico, il Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino è un vero custode di biodiversità. Estremamente ricca e variegata è ad esempio la fauna dell’area che ospita specie di grande profilo come il lupo, l’orso bruno, la lince, l’aquila reale, oltre a erbivori tra cui lo stambecco, il cervo, il capriolo e roditori come la tenera marmotta. Nel Parco sono inoltre stabili le presenze dei tetraonidi come il gallo cedrone, il fagiano di monte e la pernice bianca.

Fauna delle Dolomiti: marmotte

Tra le altre componenti dell’avifauna è da segnalare a il raro picchio muraiolo. Nel ventaglio di anfibi la specie più interessante è invece la salamandra alpina, ritenuta rara sino a qualche anno.

3. Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo

Il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo si estende a nord di Cortina, nel cuore delle Dolomiti orientali, occupando un’area di oltre 11 mila ettari. All’interno del Parco sono ospitate alcuni tra le cime e i gruppi montuosi più noti delle Dolomiti. Tra questi: il Lagazuoi, il Nuvolau, il Cristallo e la Croda Rossa.

Anche il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo si contraddistingue per la ricchezza sotto il profilo faunistico. L’area custodisce la gamma quasi completa della fauna alpina e conta su una enorme biodiversità costituita da 160 specie di animali vertebrati. Tra di essi si possono annoverare 31 specie di mammiferi, 113 specie di uccelli e 16 specie di anfibi, rettili e pesci.

Specie di notevole interesse di cui si avvistano tracce all’interno del territorio del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo sono l’orso bruno, la lince e lo sciacallo dorato, le cui popolazioni erano scomparse dalle Alpi orientali tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, a causa della caccia e del bracconaggio. Esemplari di sciacalli dorati sono stati ripetutamente avvistati nella conca ampezzana, sebbene la loro presenza non possa essere ancora ritenuta stanziale.

4. Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si contraddistingue per un’eccezionale varietà di ambienti. L’area di estende per 31.512 ettari e comprende catene montuose quali le le Alpi Feltrine e i Monti del Sole. Il territorio custodisce una notevole varietà floristica, che oltre a boschi di latifoglie e di conifere, include cardi, rododendri, stelle alpine e altre specie alpine.

Altrettanto ricca è la fauna. Tra le tante specie di mammiferi ospitate nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi si possono ad esempio annoverare:

  • la marmotta delle Alpi;
  • l’ermellino;
  • la martora;
  • il ghiro;
  • lo stambecco,
  • il lupo;
  • il muflone;
  • il cervo;
  • la lince.

Tra gli uccelli si possono invece avvistare comunemente:

  • il picchio nero;
  • il picchio muraiolo;
  • l’astore;
  • il gheppio;
  • l’aquila reale;
  • la civetta nana;
  • l’allocco;
  • il gufo reale:
  • il gallo cedrone:
  • la pernice bianca;
  • l’upupa;
  • il codirosso spazzacamino.

Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi custodisce anche alcune specie di uccelli rari come il francolino di monte e il fringuello alpino.

5. Parco Naturale Sciliar-Catinaccio

Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio è il primo dei parchi dell’Alto Adige poiché istituito nel 1974. L’area deve il suo nome allo Sciliar nelle Dolomiti occidentali e al leggendario Gruppo del Catinaccio.

Nella sua superficie che si estende su 7.292 ettari, l’area verde è habitat per specie vegetali quali il pino silvestre, l’abete bianco, il frassino e la betulla. Tra gli animali è invece possibile avvistare caprioli, camosci, corvi imperiali, gracchi alpini ma anche l’affascinante aquila reale, regina indiscussa dei cieli di montagna.

Tappa fissa nel territorio del Parco Naturale Sciliar Catinaccio è il Laghetto di Fiè, specchio lacustre che beneficia della presenza scenografica del massiccio dello Sciliar. Una parte del lago è biotopo protetto, contraddistinto da canneti. Le sue acque sono aperte alla balneazione, rappresentando un momento di ristoro nelle calde giornate estive. D’inverno, invece, il Laghetto di Fiè invita a trascorrere spensierate giornate sul ghiaccio. Al di là della visita meritevole al lago, è bene rammentare che di qui parte anche un’ampia serie di sentieri escursionistici di vario livello.

Pubblicato da Evelyn Baleani il 15 Aprile 2021