Il treno a levitazione magnetica più veloce al Mondo

Le ferrovie del Giappone stanno testando il nuovo treno a levitazione magnetica, si chiama Maglev L0. I risultati dei test sono promettenti: il treno può trasportare 1.000 passeggeri e viaggiare a una velocità di 501 km/h, queste velocità consentiranno al treno a levitazione magnetica di assicurare la tratta Tokyo – Nagoya in 40 minuti. La stazione di Tokyo da quella di Nagoya dista 200 miglia, circa 322 chilometri.

I treni a levitazione magnetica sono sorretti da magneti, il nome Maglev deriva proprio dalla tecnologia che sfrutta. Il treno non poggia su rotaie, la sua pista viene seguita in levitazione, in termini pratici il treno si libra in aria così da ridurre l’attrito, l’usura, l’inquinamento acustico e aumentare l’efficienza e la velocità. I treni a levitazione magnetica sono comunemente chiamati “treni proiettile” proprio per le caratteristiche appena enunciate.

Perché i treni a levitazione magnetica non sono molto diffusi?
Il Giappone è stato il primo paese a introdurre i treni a levitazione magnetica e il loro impiego è stato da subito destinato al trasporto di massa. La prima corsa in un treno proiettile si è verificata nel 1964, in occasione delle Olimpiadi di Tokyo, il “treno magnetico” all’epoca viaggiava a 210 km/h. Anche in Cina si sono diffusi treni a levitazione magnetica ma qui la velocità massima è di 460 km/h, ciò significa che il Maglev L0 del Giappone è il “treno magnetico” più veloce al mondo, con i suoi oltre 500 km/h. Il treno Maglev L0 dovrebbe diventare uno standard del sistema ferroviario giapponese entro il 2027.

I treni a levitazione magnetica non sono molto diffusi principalmente per raggioni di sicurezza: necessitano un costante monitoraggio, impiegano sistemi costosi e anche il costo energetico è consistente. In Italia, i treni ad alta velocità viaggiano fino a un massimo di 300 km/h. Quanti anni impiegherà l’Italia a colmare il divario tecnologico presente tra le nostre ferrovie e quelle di Giappone e Cina?

Pubblicato da Anna De Simone il 16 giugno 2013