Tokelau, il primo paese a energia solare

Dopo Heoburn, la prima comunità eolica autogestita, abbiamo il piacere di parlavri di Tokelau, il Paese a energia solare. I lavori sono finiti e come promesso, l’isola di Tokelau ha sospeso l’uso dei suoi generatori diesel. Tokelau, con i suoi pannelli solari, può vantarsi di essere il primo Paese al mondo soddisfare il proprio fabbisogno energetico con il fotovoltaico, anche se, volendo essere pignoli non è proprio così!



In una nota stampa, la Nuova Zelanda parla della solarizzazione di Tokelau e afferma che con 5,5 milioni di dollari USA (7 milioni di dollari NZD), sono riusciti a installare abbastanza celle fotovoltaiche da coprire “quasi interamente” il fabbisogno energetico dell’Isola. Indagare su quel “quasi” non è stato facile. La maggior parte di fonti affermano che la generazione di energia solare copre più del 90% della richiesta energetica della popolazione, pare che il restante 7% della domanda sia soddisfatto da energia proveniente dal settore dei biocarburanti.

L’Isola di Tokelau conta fino a 4.032 pannelli solari con circa 1 megawatt di capacità. L’isola ospita circa 1.400 abitanti pertanto l’energia solare potrebbe eliminare “quasi del tutto” l’uso di elettricità da combustibili fossili. I generatori diesel saranno utilizzati solo in caso di emergenza ma solo in via provvisoria. Il capo di Governo di Tokelau ha altre ambizioni: eliminare l’uso dei generatori diesel anche in caso di emergenza e inserire piani che si basano sulle rinnovabili.

Anche se sembra “solo una piccola isola“, le emissioni nocive prodotte da Tokelau erano piuttosto elevate, paragonabili a quelle di una grande metropoli! La solarizzazione di Tokelau è stata un grande traguardo se si considera che ogni anno bruciava circa 2.000 barili di gasolio. La svolta alla sostenibilità non è avvenuta per caso: il prezzo del gasolio è aumentato e Tokelau è famosa anche per avere il più piccolo PIL del mondo! L’energia solare è arrivata per tagliare le spese energetiche e migliorare le condizioni di vita degli abitanti.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 novembre 2012