L’apple investe nel vento con iWind

Dopo la bocciatura di Greenpaece, che ha incluso l’ apple nell’elenco delle imprese meno ecosostenibili per la sua dipendenza dal carbone, la Mela più famosa al mondo ha deciso di puntare sul mercato delle energie rinnovabili.

Sfruttando a pieno le capacità tecnologiche dei suoi ingegneri, il gigante tecnologico avrebbe deciso di andare oltre i computer, smartphone e tablet per investire parte delle sue enormi liquidità nella ricerca e sviluppo di una nuova tecnologia alternativa per la produzione di energia rinnovabile,  iWind.

Si tratta di un sistema chiamato “On-Demand Generation of Electricity from Stored Wind Energy”, un generatore di energia elettrica dal vento di nuova concezione. Il sistema consiste nel convertire il movimento rotatorio delle pale, attraverso un sistema di “lame rotanti”, in energia termica accumulabile per essere utilizzata On-Demand.

L’energia prodotta dalle pale eoliche viene immagazzinata in un fluido a “bassa capacità termica” e accumulata in un deposito di stoccaggio da dove, nel momento in cui c’è richiesta di energia, verrà prelevata e trasferita al fluido di lavoro, che produrrà il vapore per azionare la turbina e generare energia elettrica.

Questa soluzione consente di ottimizzare la produttività degli impianti eolici anche in assenza di vento, in quanto rende possibile accumulare e conservare l’energia in eccesso per poi utilizzarla quando è necessario.

Il sistema iWind di Apple si differenzia dalle turbine eoliche tradizionali, che producono energia elettrica soltanto in presenza di vento, e risolve, con il suo sistema di stoccaggio del calore, il principale limite dell’energia eolica: l’incostanza produttiva. Il sistema di energia eolicaOn Demand” di Apple trasforma la pala eolica in una centrale elettrica capace di fornire energia in modo costante.

L’ingegnoso sistema dell’Apple, che verrà ben presto messo in pratica, può essere inoltre applicato come sostituto degli attuali sistemi di stoccaggio energetico, come le batterie agli ioni di litio o gli impianti idroelettrici a pompaggio

Pubblicato da Anna De Simone il 8 gennaio 2013