Impianto solare termico: come si valutano le prestazioni?

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Come si valutano le prestazioni di un impianto solare termico? I criteri utilizzati di norma sono la temperatura di funzionamento e l’efficienza, espressa in termini di potenza termica estraibile dalla radiazione solare (quest’ultima ovviamente dipende dalla zona geografica in cui è posizionato l’impianto).

In base a temperatura di funzionamento ed efficienza, gli impianti solari termici più performanti sono quelli a ‘collettori sottovuoto’ (range di temperatura 0-220°C), un po’ meno quelli a ‘collettori piani vetrati’ (0-150°C) e infine quelli a collettori scoperti (0-30°C).

Di seguito in questo articolo diamo qualche info sulle tecnologie di un impianto solare termico per quanto riguarda invece il prezzo gli importi al mq rispecchiano le prestazioni. I più costosi sono i collettori sottovuoto (450-600euro/mq per ACS e 700-850 per ACS+riscaldamento), poi i collettori piani vetrati (350-450 per ACS – 600-700 per ACS + riscaldamento). I collettori scoperti sono i più economici (70-100 euro/mq) e possono essere impiegati solo per la produzione di ACS, non per riscaldamento.

Ma che cos’è di preciso un impianto solare termico? Con questa definizione si intende un impianto per la produzione di acqua calda sanitaria che utilizza la radiazione solare (energia rinnovabile) per produrre calore risparmiando sui consumi di gas o di energia elettrica prodotti con fonti fossili. Per il solar cooling, una tecnologia di recente sviluppo, leggete il nostro articolo Solar cooling aria fresca dal sole.

Dal punto di vista della tecnologia realizzativa, un impianto solare termico può essere costituito da: collettori scoperti (tubi plastici esposti alla radiazione solare per il riscaldamento del liquido interno), collettori piani vetrati (in cui la radiazione è assorbita da un collettore piano metallico e trasferita al liquido che scorre nella parte inferiore del pannello), collettori sottovuoto (tubazioni coperte da un materiale assorbitore racchiuse in condotti di vetro sottovuoto).

La tecnologia realizzativa è una prima distinzione, ma gli impianti solari termici possono essere classificati anche per la modalità con cui sono collegati agli impianti idraulici. Esistono a questo proposito due tipi di impianti solari termici: gli impianti a circolazione naturale, in cui la circolazione del fluido avviene con un processo convettivo/gravitazionale; e gli impianti solari termici a circolazione forzata, in cui la circolazione del fluido è garantita da un sistema di pompe. Gli impianti solari termici del tipo a circolazione forzata rappresentano oggi il 90% e oltre delle installazioni.

Esiste infine una terza classificazione con cui può essere identificato un impianto solare termico, ed è quella che riguarda l’utilizzo finale del calore generato dall’impianto. In base a questa distinzione ci si può trovare davanti a un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria o a un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria e contestualmente di riscaldamento, in questo caso con l’integrazione a un bollitore definito sistema di accumulo.

Pubblicato da Michele Ciceri il 28 febbraio 2014