Illuminazione pubblica e risparmio energetico

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Lo sapevate che oggi in Italia sono installati più di 9.000.000 (nove milioni) di punti luce in impianti di illuminazione pubblica? Un numero decisamente importante, che fa proprio degli impianti di illuminazione pubblica la voce di spesa a cui è ascrivibile circa il 15%-20% del consumo elettrico di tutta la PAL – Pubblica Amministrazione Locale. Per quest’ultima si intendono Regioni, Province (finché ci sono) e Comuni che consumano complessivamente circa 6,2 TW/anno di energia elettrica.

Ma il vero problema dell’illuminazione pubblica in Italia è che nel 60% dei casi si utilizzano tecnologie di illuminazione a bassa efficienza, come per esempio le lampade a vapori di mercurio che hanno un’efficienza luminosa di circa 50-60 lm/W a fronte di tecnologie più moderne – come i vapori di sodio ad alta e bassa pressione e gli alogenuri metallici – che raggiungono valori molto superiori di efficienza.

L’inefficienza della rete di illuminazione pubblica in Italia determina un consumo medio pro capite per l’illuminazione pubblica stimabile in 100 kWh/anno mentre la media europea è di circa 50 kWk/anno (la metà!). L’arretratezza tecnologica della rete di illuminazione pubblica in Italia è evidente anche nella potenza installata per punto luce, che è superiore di circa il 30% alla media dei Paesi europei.

Guardando l’altra faccia della medaglia, l’illuminazione pubblica rappresenta uno degli ambiti che si stima abbiano nei prossimi anni il maggior potenziale di diffusione dell’efficienza energetica nel Paese e non a caso è quello che – assieme alla cogenerazione – ha registrato di recente il maggior volume di investimenti. Molto lavoro da fare insomma, e questo dovrebbe significare vivacità sul mercato.

Il lavoro è tanto anche perché ottenere un risparmio energetico attraverso il miglioramento della rete di illuminazione pubblica significa diverse cose. Prima di tutto una diversa e più moderna tecnologia di illuminazione. Tecnicamente, sostituendo la tecnologia a vapori di mercurio con quella a vapori di sodio ad alta e bassa pressione si potrebbe risparmiare il 35%-50% di energia elettrica per ogni punto luce. Con la tecnologia ad alogenuri metallici il risparmio sarebbe del 20%-30% almeno.

Ma il risparmio nella rete di illuminazione pubblica dipende anche dalla progettazione del sostegno e dell’alloggio delle lampade dei punti luce. Ottiche ottimizzate per migliorare l’efficacia del flusso luminoso possono fare tanto. Molto dipende anche dall’alimentatore del punto luce. Un alimentatore elettronico di tipo programmabile consente di regolare il livello di illuminazione di una strada in funzione del traffico, risparmiando energia.

Nel complesso si stima che un sistema di illuminazione pubblica ‘intelligente’ – con lampade efficienti, sostegni ottimizzati e alimentatori programmabili – porterebbe a un risparmio di energia elettrica di circa 0,3 – 0,5 TWh ogni anno.  Qualcosa si può già vedere e ne abbiamo parlato. Per Archilede di Enel Sole, un altro la piattaforma di telecontrollo CityTouch di Philips.

Potete approfondire la parte tecnica con l’articolo sulla brillanza, altri articoli che ti potrebbero interessare sono i seguenti:

Pubblicato da Michele Ciceri il 22 gennaio 2014