Gatto delle sabbie: caratteristiche e allevamento

gatto delle sabbie

Il gatto delle sabbie è un felino che vive in zone desertiche anche laddove molti suoi compagni non riescono a resistere. Ha delle caratteristiche morfologiche che lo rendono in grado di sopportare l’arsura e va a caccia di notte.



Detto anche Felis margarita, il gatto delle sabbie è piccolo ed è diffuso negli aridi deserti africani e asiatici anche dove il gatto africano non è in grado di resistere come ad esempio in pieno Sahara, nel deserto arabico e nei deserti di Iran e Pakistan.

Gatto delle sabbie: caratteristiche

Rispetto a molti altri felini questo gatto è relativamente piccolo e ha un fisico tarchiato, la coda lunga e le zampe corte, orecchie grandi e appuntite. In lunghezza può misurare circa mezzo metro, poi c’è la coda che misura circa 30 cm, per un peso totale di 2 Kg. I maschi arrivano anche a pesare 3,5 Kg, però.

La testa del gatto delle sabbie è larga e le orecchie sono grandi ma ciò che colpisce di questa parte del corpo è il quanto siano distanziate tra loro.

Il pelo di questo animale è color deserto, giallo-sabbia chiaro, coperto però in modo molto artistico da delle strisce nere o comunque scure, sul dorso ma anche su zampe e coda mentre può comparire del bianco sul ventre e in zone intime. In inverno, il mantello può diventare molto folto, anche con peli da 5 cm, ma la cosa più particolare è la lunghezza dei peli che coprono le zampe e che formano una sorta di cuscinetto su cui il gatto delle sabbie cammina in modo da non scottarsi.

Gli occhi di questo bel gattone sono grandi e di colore giallo-verdastro, ipnotici, il naso è poi nero e la mucosa che ricopre le palpebre è nera.  Il gatto delle sabbie può contare su un ottimo senso dell’udito, così efficiente che è in grado di percepire le vibrazioni sulla sabbia proprio come accade anche al Fennec.

Gatto delle sabbie: caratteristiche

atto delle sabbie: allevamento

I gatti delle sabbie non sono animali che vengono allevati per uso domestico e nemmeno per altri motivi, sono selvatici e selvatici restano. Il primo europeo a descrivere la specie nel 1858 è stato Victor Loche battezzandola Felis margarita in onore di Jean-Auguste Margueritte, un militare francese. Oggi ci sono ben sei sottospecie di gatto delle sabbie: F. m. margarita Loche (Nordafrica, dall’Algeria all’Arabia), F. m. airensis Pocock (Niger), F. m. harrisoni Hemmer, Grubb e Groves (penisola arabica), F. m. meinertzhageni Pocock (Sahara), F. m. scheffeli Hemmer, (Pakistan) e F. m. thinobia Ognev (regione del mar Caspio – Iran e Turkmenistan).

Gatto delle sabbie: abitudini

Il gatto delle sabbie conduce una vita solitaria tranne nei pochi momenti in cui si deve accoppiare Vive nelle tane abbandonate da volpi o istrici, se ne appropria e le arreda come vuole per poi cominciare a viverci dentro. Ci resta soprattutto di giorno, anche per stare all’ombra, perché a caccia ci va di notte. Le sue prede di default sono roditori, lucertole, uccelli e insetti. Ha una tecnica particolare per quando deve acchiappare la preda: si appiattisce al suolo e utilizza qualsiasi tipo di copertura disponibile per nascondersi, poi va allo scoperto e afferra il roditore divorandolo in poco tempo.

A quanto risulta non è un animale sociale, si unisce in gruppi solo nel breve periodo in cui si accoppia ma poi ognuno prosegue con la propria vita fino alla stagione successiva degli amori. Quando si aggira nel deserto il gatto delle sabbie è un incubo per i roditori ma a sua volta anche lui ha i suoi nemici: uomini, lupi, serpenti e rapaci.

Gatto delle sabbie: abitudini 

Gatto delle sabbie: domestico

Pur non avendo paura dell’uomo, il gatto delle sabbie non è un animale da tenere in casa perché necessita di molta libertà di andare a caccia e di muoversi in generale. Lo troviamo non in Europa ma in Africa e in Asia. In Africa vive in Marocco e anche in Mali oltre che in Niger, in Asia la specie è stata avvistata in Siria e nelle zone desertiche a est del Caspio. In generale ama le regioni desertiche aride e sabbiose con terreni piatti e vegetazione sparsa. E’ in grado di sopravvivere a temperature comprese tra i -5 e i 52 °C, si rifugia nella tana e aspetta la notte.

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 agosto 2018