Fotovoltaico: cessione in rete

cessione in rete

Fotovoltaico e cessione in rete: le differenze tra scambio sul posto e cessione in rete. Come funziona la vendita dell’energia fotovoltaica e quali sono i vantaggi.

Gli impianti fotovoltaici, a meno che non siano a “isola” (i cosiddetti stand alone)  sono collegati alla rete elettrica lavorando in regime di interscambio.

Il regime di interscambio consiste nel prelevare energia elettrica dalla rete quando il nostro impianto fotovoltaico non produce (nelle ore notturne, in caso di guasto o se il cielo è eccessivamente coperto) mentre consente di cedere alla rete l’energia elettrica prodotta in eccesso nelle ore di picco solare.

In questo contesto, il titolare di un impianto fotovoltaico può:

  • Consumare l’energia elettrica autoprodotta, svincolandosi in parte dalla rete.
  • Prelevare l’energia elettrica dalla rete in caso di bassa produzione o alto fabbisogno energetico (possibile in regime dello scambio sul posto ma non con la cessione in rete).
  • Immettere nella rete elettrica l’energia autoprodotta e non consumata.

A livello operativo, il titolare di un impianto fotovoltaico può scegliere la strada del cosiddetto scambio sul posto oppure, in alternativa, la cessione in rete. In termini pratici:

  1. Fotovoltaico e scambio sul posto
    Un impianto fotovoltaico sempre connesso alla rete in regime di scambio sul posto consente di produrre energia fotovoltaica e di usarla quando serve sfruttando tutte e tre le opzioni elencate in precedenza.
  2. Fotovoltaico e cessione in rete 
    Con la cessione in rete, il titolare dell’impianto fotovoltaico può consumare l’energia autoprodotta e immettere in rete il surplus energetico (l’eccedenza) ma non può prelevare energia elettrica fornita dalla rete nazionale. Il regime della cessione in rete, anche chiamato ritiro dedicato è quello che consente di vendere l’energia fotovoltaica al Gestore dei Servizi Elettrici.

Fotovoltaico e cessione in rete

Una volta chiarita la differenza tra scambio sul posto ritiro dedicato, entriamo nel vivo della discussione ed esaminiamo le possibilità che un titolare di impianto fotovoltaico ha nella vendita diretta dell’energia prodotta e non consumata.

  • Un impianto fotovoltaico con potenza non superiore a 200 kW può usufruire del regime dello scambio sul posto oltre a quello della cessione in rete. Qui la vendita non genera un vero utile: l’energia elettrica immessa in rete e non consumata nell’anno di riferimento va a produrre un credito. Questo credito non è economico ma ripagato con la stessa energia che può essere prelevata dalla rete entro i tre anni successivi a quello in cui è stato maturato il credito.
  • Un impianto fotovoltaico con potenza superiore a 200 kW così come gli impianti fotovoltaici con potenza fino a 200 kW che non sfruttano il servizio dello scambio sul posto, possono accedere al regime di cessione in rete. In questo caso è possibile vendere il surplus di energia elettrica prodotto con l’impianto e generare un vero e proprio guadagno in termini economici.

Vendere l’energia fotovoltaica del proprio impianto

Innanzitutto è necessario aggiungere che la cessione in rete può essere parziale o totale. La cessione parziale è quella vista in precedenza: un impianto produce energia elettrica, una parte destinata all’autoconsumo e una parta (il surplus) va immesso in rete.

La cessione totale prevede solo l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta, quindi non prevede autoconsumo. In questo contesto, il titolare di un impianto fotovoltaico produce energia esclusivamente per la vendita al Gestore.

La cessione in rete si divide, ancora una volta, in due differenti categorie in base al tipo di vendita scelto. Il titolare di un impianto fotovoltaico può vendere l’elettricità prodotta mediante il modello di cessione diretta o indiretta.

Per semplificare:

  • Cessione indiretta —> ritiro dedicato.
    L’energia elettrica venduta è acquistata dal GSE.
  • Cessione indiretta
    –>Borsa Elettrica
    –>Vendita a un grossista

La cessione indiretta sfrutta una convezione di ritiro dedicato stipulata direttamente con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

La cessione diretta si può effettuare in due canali, entrambi militanti nel cosiddetto mercato libero dell’energiaSi parla di “Borsa Elettrica” che vede come “acquirente” dell’energia il mercato elettrico organizzato dal GME (Gestore dei mercati energetici) e la vendita a un grossista che vede la stipula di un contratto bilaterale.

Pubblicato da Anna De Simone il 2 dicembre 2015