Fotovoltaico biologico, i progressi tecnologici

fotovoltaico biologico

Fotovoltaico biologico:le celle solari biologiche sono delle unità fotovoltaiche che integrano proteine fotosintetiche analoghe a quelle riscontrabili in natura. Ilfotovoltaico biologicoè ancora molto lontano dalla produzione commerciale ma, di ricerca in ricerca, gli sviluppatori si stanno avvicinando sempre di più al traguardo.

Fotovoltaico biologico e fotovoltaico organico

Prima di continuare a parlare dicelle solari biologichefacciamo una doverosa distinzione trafotovoltaico biologico (tema trattato nella presente pagina) e fotovoltaico organico.
Questi due nomi possono generare confusione nel pubblico, per sintetizzare vi diremo che ilfotovoltaico organicoprevede l’impiego di materiali a base di carbonio che godono di trasparenza (per questo si parla anche di fotovoltaico trasparente), mentre con il terminefotovoltaico biologicosi fa riferimento a quanto espresso in premessa: celle solari biologiche che integrano proteine fotosintetiche analoghe a quelle ritrovate in natura.

Se siete interessati al tema del fotovoltaico trasparente, vi rimandiamo all’articolo:Fotovoltaico organico, gli sviluppi delle celle trasparenti.

Fotovoltaico biologico, progressi tecnologici

Ilfotovoltaico biologicoè tragicamente lontano dal mondo commerciale, il motivo risiede nella bassa efficienza delle unità fotovoltaiche che integrano proteine fotosintetiche: le prestazioni non si avvicinano neppure lontanamente a quelle viste con le celle solari a base di silicio.

Volendo fare un paragone, con il fotovoltaico convenzionale, per alimentare una calcolatrice basta un film sottile dalle dimensioni di un’unghia. Per fornire elettricità alla stessa calcolatrice sfruttando la tecnologia delfotovoltaico biologicoci sarebbe bisogno di un modulo lungo più dello stato di New York.

Lecelle solari biologichehanno attirato l’attenzione di diversi team di ricercatori, tra questi, il team di ingegneri dellaBinghamton Universityha segnato un goal importante apportando netti miglioramenti alla tecnologia. Grazie al lavoro dell’ingegnere Seokheun Choi, è stato possibile realizzare la primacella solare biologicache produce un microwatt per centimetro quadrato.

L’intervento dell’ingegnere Seokheum Choi ha apportato miglioramenti tangibili aumentando l’efficienza delfotovoltaico biologicodi circa un milione di volte. Rifacendoci all’esempio della calcolatrice, ora, basterebbe solo un rivestimento fotovoltaico grande quanto il tetto di una roulotte. Allo stato attuale, ilfotovoltaico biologicocontinua a essere lontano dal settore commerciale ma il traguardo non è più così lontano.

Gli scienziati ci assicurano che gli ultimi risvolti aprono finalmente le porte all’applicazione pratica e si inizia a parlare, in modo concreto, dibio-fotovoltaicominiaturizzato.

Il lavoro dell’ingegnere Seokheum Choi ha visto l’impiego di un anodo di carbonio immerso in un fluido di batteri carichi a contatto con l’aria. Si parla disolare biologico, infatti l’innovazione sfrutta anche la respirazione vegetale per trarre energia dagli zuccheri e mantenere la produzione energetica anche quando la luce è scarsa.

E pensare che Choi non è unmicrobiologo, continuando la sperimentazione con un occhio attento verso la microbiologia, sarà possibile trovare una combinazione più produttiva e migliorare ulteriormente le performance delfotovoltaico biologico.

Pubblicato da Anna De Simone il 18 Febbraio 2015