Cornacchia grigia

Cornacchia grigia

Cornacchia grigia, un volatile che si trova bene nelle zone parzialmente alberate dove nidifica senza più spostarsi, spesso. E’ una specie particolarmente resistente e capace di adattarsi agli habitat più diversi, sa convivere anche con l’uomo e sopporta i suoi interventi sulla natura traendo “profitto” e cibo dai suoi scarti.



Cornacchia grigia e nera

La cornacchia grigia e la cornacchia nera sono le due specie di Cornacchia presenti in Italia. La Grigia è la più diffusa, spazia in tutta l’area paleartica ad eccezione dell’Islanda, la si può incontrare in tutti i Paesi Europei, compresi Portogallo e Regno Unito. Andando verso la Russia e poi ancora più lontano in Cina, Corea e Giappone e in tutto l’Estremo Oriente, troviamo al cornacchia nera con cui esistono delle sovrapposizioni che danno vita a molti esemplari ibridi.

La cornacchia grigia maschio e quella femmina sono impossibili da distinguere ad occhio nudo, sono entrambe lunghe circa 50 cm, con una apertura alare di massimo un metro e un peso di mezzo chilogrammo, circa. Volano con battiti regolari e traiettorie tendenzialmente dritte, spesso assemblate in stormi ordinati, molto più di quelli dei corvi.

Oltre ai rifiuti, la cornacchia grigia mangia altre “schifezze” come le carogne, e poi i poveri pulcini o addirittura le uova di altri volatili ma causano anche molti danni all’agricoltura e rubano il cibo agli animali domestici se volano vicino alle città.

Cornacchia grigia

Cornacchia e pavone

Questi due uccelli sono protagonisti di una favola chiamata la cornacchia vanitosa o la cornacchia e le piume del pavone, dipende dalla versione che ci viene narrata. Vede protagonista una cornacchia grigia che si fa bella con le piume cadute ad un pavone snobbando le sue compagne e, anzi, pensando bene di infiltrarsi in un gruppo dei pavoni.

Quando questi ultimi la smascherano per via del suo verso sgarbato e la cacciano, la cornacchia grigia torna dalle sue simili ma viene respinta e insultata. Una di esse le fa notare che “se si fosse accontentata accettandosi per come era nata, cornacchia, non avrebbe sofferto insulti e rifiuti”.

Cornacchia grigia

Cornacchia e corvo

E’ relativamente facile distinguere la cornacchia dai suoi simili sempre appartenenti alla categoria dei Corvidi, basta guardare la sua livrea: ha il dorso e le parti inferiori grigio chiaro, con testa, gola, ali e coda nere. Colori cupi che troviamo a sorpresa anche sul becco, nero e leggermente ricurvo.

La specie che possiamo rischiare di confondere con la cornacchia grigia è quella nera, anche il Corvo comune, presente in pianura padana nei mesi più freddi, risulta molto simile alla cornacchia grigia. Un altro corvide che troviamo anche in città è la taccola (Coloeus monedula),troppo grigio chiara per essere confusa con la cornacchia grigia.

Cornacchia: richiamo

La voce della cornacchia è decisamente sgradevole, sfido tutti a sostenere il contrario. Suona come un forte e roco verso – “craaak craaak craaak” – e questo volatile lo emette spesso. A volte per mandare un messaggio territoriale, a volte per altri motivi meno chiari ai nostri occhi e alle nostre orecchie.

Per chi volesse imitare questo sgradevole verso, c’è uno strumento apposito, acquistabile anche su Amazon che emette il richiamo del corvo e della cornacchia, costa 30 euro.

Cornacchia grigia

In Italia il richiamo della cornacchia grigia è piuttosto facile da sentire perché questo uccello è molto diffuso, spesso è stanziale ma a volte arriva nel nostro paese dal Nord Europa. In primavera è tempo di costruire il nido, se ne occupa la femmina e lo installa su rami alti di alberi robusti poi deponendo 4 o 5 uova ogni anno, da covare per circa 3 settimane.

Cornacchia: immagini

Cornacchia: significato

Appartenente all’ordine dei “Passeriformi” e alla famiglia dei Corvidi la cornacchia grigia per i nativi americani era l’unica in grado di assumere qualsiasi sembianza ed essere presente in due luoghi contemporaneamente. Nella tradizione celtica e in quella irlandese lo stesso uccello è associato alla dea della battaglia e sempre i Celti osservavano con interesse il suo volo per prevedere il futuro.

Ancora oggi il significato della Cornacchia, come quello del Corvo, è ambiguo, enigmatico. Richiama all’idea di divinità, quindi di elevazione spirituale, ma fa pensare anche alla guerra, alla morte e al lato oscuro dell’animo umano.

Cornacchia in inglese

Letteramente si traduce crow, se grigia “hooded crow”, se nera “carrion crow” ma si può parlare di cornacchia in senso figurato e del tutto dispregiativo, per indicare una persona pettegola. A questo punto va utilizzata un’altra parola, in inglese, per farsi capire: “chatterbox”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 gennaio 2018