Clamidia: sintomi

Clamidia

Clamidia, è il nome di una infezione, non di un fiore, come può invece sembrare dal suono dolce della parola. Si tratta di una infezione sessualmente trasmissibile e molto comune, causata dal Chlamydia trachomatis, un batterio intracellulare.



 

 

 

Clamidia: sintomi

Per i fortunati che non hanno mai contratto questa infezione, vediamo quali sono i suoi sintomi. In generale non sono particolarmente evidenti né gravi, infatti capita molto spesso che chi è colpito dalla clamidia nemmeno se ne accorga. Questo non significa affatto che ci si possa disinteressare dell’infezione, anche perché le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere molto gravi.

Questo batterio infetta la cervice e l’uretra creando una sensazione di irritazione a cui possono seguire delle perdite vaginale. Se la clamidia si espande in forma settica, tra i suoi sintomi troviamo anche dolori addominali al basso ventre fino alla schiena, con nausea, febbre e perdite ematiche. Nei casi più gravi e trascurati, l’infezione può rischiare di diffondersi al retto.

Clamidia: uomo

C’è da premettere che gli uomini sono molto meno colpiti da questo batterio rispetto alle donne che invece contraggono spesso la clamidia, in particolare nell’adolescenza o se sessualmente attive.

Detto ciò, quando la clamidia colpisce un uomo, i sintomi sono secrezioni anomale, sensazione di irritazione e prurito, anche infiammazioni e ingrossamento dei testicoli, ma non è cosa frequente.

Improbabile, è che ci sia un danno permanente che possa interessare il pericolo di sterilità, ancora più rari i casi in cui dalla clamidia si arriva a malattie gravi come la sindrome di Reiter. Si tratta di una forma di artrite che si manifesta anche con lesioni sulla pelle e l’infiammazione a occhi e a uretra.

Clamidia: uomo

Clamidia: cura

Trattandosi di una infezione derivante da un batterio, la cura prevede l’uso di antibiotici, solitamente da assumere per via orale. In caso di gravidanza, ci sono dei farmaci maggiormente indicati rispetto ad altri, come amoxicillina o eritromicina, oppure clindamicina, mai scordarsi in ogni caso che anche i partner sessuali devono seguire la cura, anche per non continuare a passarsi la clamidia l’uno con l’altro in un ping pong batterico alquanto sconveniente.

Il protocollo “standard” consiglia alle persone infette di astenersi da qualsiasi attività sessuale per poi effettuare un nuovo test 3-4 mesi dopo la cura, l’utilizzo di preservativi riduce il rischio di infezione in modo statisticamente significativo.

Clamidia: tampone cervicale

Si tratta di uno degli strumenti a disposizione per diagnosticare l’infezione. Serve infatti effettuare un esame di laboratorio con prelievo da tessuti infetti o campione delle urine. Per soggetti sessualmente attivi, è consigliato effettuare un esame preventivo con screening annuale, di prassi.

Clamidia: tampone cervicale

Clamidia: test

Prima di effettuare un esame in laboratorio, si può eventualmente effettuare un test anche a casa, acquistandolo on line. Lo si trova a poco meno di 20 euro, utilizzabile sia da uomini sia da donne.

Clamidia: complicanze

Per sottolineare come questo  problema non vada affatto trascurato,vediamo quali sono i rischi che corriamo se non facciamo gli opportuni controlli e non diamo attenzione all’infiammazione sopra descritta.

La clamidia può infatti anche essere una infiammazione della cervice, ovvero del collo dell’utero, anticamera di problemi più seri e anche cronici, soprattutto se l’infezione si propaga dal tratto genitale inferiore, all’utero, alle tube di Falloppio, alle ovaie e ad altre parti del basso ventre. Questo avviene se non c si cura alla comparsa dei primi sintomi.

Il rischio di sterilità permanente per le donne c’è, se contraiamo la malattia infiammatoria pelvica detta PID, ecco perché se si hanno rapporti sessuali con persone a rischio è meglio fare regolarmente esami di controllo per le malattie a trasmissione sessuale.

Passando ai rischi per gli uomini che contraggono la Clamidia e non la surano, questa infiammazione può arrivare ai testicoli creando comunque dei problemi legati alla sterilità. Per entrambi i sessi c’è poi la possibilità che questa malattia, se trascurata, faccia comparire piccole chiazzette arrossate in rilievo sul glande o, nella donna, sulla vulva, nella vagina, sulla cervice uterina o a livello anale. Se anche in questo caso non ci si cura adeguatamente, si può arrivare al linfogranuloma venereo con la fistolazione e la fuoriuscita di materiale purulento e la comparsa di febbre.

La Clamidia può anche essere trasmessa in modo verticale, durante il parto, dalla madre al neonato, e il piccolo rischia di avere gravi infezioni agli occhi, alle orecchie e ai polmoni.

Clamidia: patologie correlate

Esistono alcune malattie che si presentano in concomitanza o a seguito di questa infezione, vediamo quelle che più di frequente compaiono. Inaspettatamente c’è la congiuntivite dovuta al genere clamidia, e il tracoma che è tra l’altro una delle cause più importanti per la cecità nel mondo.

Più rara c’è anche la cervicite muco-purulenta che provoca perdite giallastre mucosa, e poi la faringite e proctite. Sono infezioni della faringe o del retto e possono verificarsi a seguito di rapporti orali o anali passivi.

Possiamo anche trovare una artrite che si chiama “reattiva” e la Periepatite, detta anche Sindrome di Fitz-Hugh-Curtis, che è particolarmente frequente in donne giovani sessualmente attive. Anche la malattia infiammatoria pelvica, abbreviata con MIP, è una patologia legata alla clamidia e può, in casi molto gravi, portare alla sterilità.

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Pubblicato da Marta Abbà il 5 giugno 2018