Cavallo Sanfratellano: origini, caratteristiche e attitudini

Sanfratellano cavallo

Il cavallo Sanfratellano è una delle razze equine che troviamo nella nostra bella Italia, non così diffuse in tutto il territorio ma tipiche di alcune regioni o addirittura di specifiche aree. In inglese questa razza porta il buffo nome di San Fratello horse ma questo non la rende certo interazionale perché ha delle forti radici sui monti Nebrodi, nel territorio comunale di San Fratello, in Sicilia. Andiamo a conoscerne le origini e le principali caratteristiche, sapendo che se vogliamo vederne un esemplare, non dobbiamo che raggiungerli nella loro isola.



Cavallo Sanfratellano: origini

Questo tipo di razze così locali hanno spesso una storia di grande affiatamento con le persone del luogo ed è proprio il caso di questo Sanfratellano, animale legato alle genti di San Fratello, un’isola linguistica alloglotta gallo-italica che negli anni, o per meglio dire nei secoli, ha saputo sviluppare una razza di cui oggi possiamo ammirare la forza, il fisico, la resistenza e anche la frugalità.

Purtroppo non abbiamo ancora una approfondita conoscenza delle vere origini della razza, possiamo però attenerci alle ipotesi più accreditate che vedono i cavallo Sanfratellano come un discendente dei cavalli orientali che sono stati importati in questo territorio attorno al X secolo, dagli arabi. Nulla però ci porta ad escludere totalmente l’idea che si tratti di un cavallo dalle origini nordiche e a questo punto potrebbe benissimo arrivare da alcuni cavalli che attorno all’XI secolo furono portati a San Fratello dai cavalieri di Adelaide del Vasto (1074–1118), figlia di Manfredi Aleramo, marchese del Monferrato e di Savona, che sposò il gran conte normanno Ruggero, suggellando così un’alleanza in Sicilia tra aleramici e normanni.

Questa ipotesi ci porta a conoscere meglio le vicende di questa Adelaide che quando si sposò nel 1089 arrivà al Messina in nave, anzi, su una serie di navi su cui era stata caricata tutta la sua dote e anche una serie di suoi conterranei che avevano deciso di seguirla in terra di Sicilia assieme ad una serie di animali, cavalli compresi. In questo modo fu possibile ripopolare il borgo di San Fratello in cui poi arrivarono ulteriori coloni provenienti dall’Italia settentrionale, lombardi compresi, e altre popolazioni dalla Francia meridionale (in particolare dalla Provenza).

Questo mix ha reso San Fratello un borgo con un dialetto molto particolare, una via di mezzo tra il gallico e l’italico, che sa di Nord Italia ma ha anche delle sfumature francesi e qualche accento del luogo, ovvero siciliano. Proprio i compaesani di Adelaide avrebbero portato in Sicilia i cavalli da cui nacque il nostro Sanfratellano e la prima immissione consistente e storicamente documentata sull’area nebroidea di soggetti equini “nordici” appartenenti a popolazioni equine differenti da quelle insulari e da quelle precedentemente giunte sull’Isola da sud e da oriente risale proprio alla sua venuta.

Questo, secondo molti, è l’inizio della storia, l’inizio della razza dei monti Nebrodi la cui storia è strettamente legata alle vicende storiche del territorio e alle sue genti. Il cavallo Sanfratellano moderno ha poi degli elemento che derivano da incroci fatti negli anni a seguire, ad esempio dai cavalli maremmani, da quelli orientali e anche dagli ungheresi Nonius.

Cavallo Sanfratellano: habitat

Ora che sappiamo le sue origini, possiamo meglio localizzarlo. Questo cavallo vive nelle sue terre di origini e non solo, ci vive ancora allo stato brado proprio all’interno di una zona boschiva piuttosto vasta, di oltre 10mila ettari. Il suo habitat naturale non potrebbero che essere i monti Nebrodi che ad oggi troviamo in provincia di Messina.

Si tratta di una catena di monti affatto lontana dal mare e che comprende anche delle lievi colline oltre a comuni come San Fratello, e quelli limitrofi di Acquedolci, Caronia, Militello Rosmarino, Sant’Agata Militello, e Mistretta. In questo ristretto territorio possiamo trovare conteggiate 300 fattrici su una popolazione complessiva di circa 3300 cavalli iscritti al registro anagrafico.

Caratteristiche del Cavallo Sanfratellano: altezza e peso

Questo cavallo siciliano ha un fisico atletico e piuttosto asciutto, misura dai 156 ai 166 centimetri in altezza al garrese e pesa tra i 450 e i 500 Kg. Ha una struttura piuttosto muscolosa ma mai tozza, ha una testa di dimensioni ben proporzionate rispetto al resto del corpo, dal profilo rettilineo con spalle corte ma robuste e un po’ inclinate. Passando al dorso, è piuttosto lungo ma anche largo, criniera e cosa sono piuttosto folte che si accompagnano ad un mantello baio oppure nero.

Cavallo Sanfratellano: carattere

Nonostante vivano allo stato brado questi cavalli hanno un carattere molto docile. Si dimostrano abituati a vivere e ad avere a che fare con le persone e questo li rende mansueti ed equilibrati.

Cavallo Sanfratellano: attitudini

Il Sanfratellano non è ancora molto noto al di fuori del suo territorio ma nei paesi in cui esiste da sempre veniva utilizzato per trainare i tradizionali “carretti siciliani” e nei lavori agricoli leggeri. Le femmine Sanfratellane venivano anche utilizzate per dare vita a dei muli, una volta accoppiate con l’asino Ragusano, e si trattava di ottimi muli, impiegati per decenni dai nostri Alpini. Oggi il Sanfratellano continua ad essere molto utile all’uomo e viene impiegato come cavallo da sella, adatto all’equiturismo oppure incrociato col Purosangue inglese.

Cavalli Sanfratellano: allevamenti in Italia

La Razza è soggetta a “ricerche e studi” intrapresi in particolare dall’Istituto Sperimentale Zootecnico per la Sicilia di Palermo, in collaborazione con esperti e istituzioni regionali e nazionali che cercano di indagarne le origini, ancora incerte. Oggi questo cavallo continua a vivere nel suo ambiente di origine ed è considerato un soggetto che mai andrà in estinzione, perchè ha trovato in chi l’alleva il coraggio di lottare per la sua sopravvivenza. E’ stata anche costituita l’Associazione Nazionale del cavallo sanfratellano grazie all’Associazione Regionale Allevatori di Palermo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 Settembre 2020