Cavallo iberico: origini, carattere e caratteristiche

Cavallo iberico

Il cavallo iberico non è un cavallo univocamente descritto perché con questa espressione la FAO ha deciso di battezzare non un paio ma ben diciassette razze equine tutte però con una caratteristica che le accomuna: sono originarie della Penisola Iberica.



In questa grande categoria, quindi, troviamo tre sole razze arrivano dal Portogallo, e abbiamo modo di nominarle visto che sono così poche – il Lusitano, il Sorraia e il Garrano -e tutte le altre 14 sono provenienti dalla Spagna e che più avanti andremo a nominare una a una. In questo secondo gruppo troviamo anche un sottogruppo definito Cavallo delle Baleari. Ci potrebbe in verità essere anche un diciottesimo cavallo da aggiungere ma al momento la FAO non lo ha fatto, si tratta di una razza derivata dal Sorraia, il Marismeño, identificata nel Parco nazionale di Doñana, un’area naturale protetta della Spagna sud-occidentale vicino a Siviglia.

Cavallo iberico: caratteristiche

E’ piuttosto difficile descrivere questo gruppo di razze in modo accurato, ma cercheremo di definirle nel miglior modo possibile partendo dal confermare che il cavallo iberico può essere ritenuto tra le prime tipologie di cavallo domestico. Se dobbiamo scegliere una categoria in cui metterle, rispetto alla loro conformazione, possiamo optare per quella del cavallo barocco. Con questo termine si tende ad indicare tutti quei cavalli dal fisico agile, dotati di una struttura corporea solida e massiccia. Molto spesso le razze equine appartenenti a questa categoria discendono da animali che nel Medioevo venivano utilizzati come destrieri da guerra. Ora vedremo se questo ragionamento è valido anche per il nostro cavallo iberico.

Cavallo iberico: origini

Come spesso accade lo sviluppo di questa razza è strettamente legato a quella che sono la crescita e le scelte di una popolazione umana. In questo caso specifico possiamo tenere presente gli Iberi perché lo sviluppo in Spagna e Portogallo di razze equine autoctone va di pari passo con l’affermarsi della cultura di questo popolo. Inizialmente dedito alla transumanza, si era trasferito in queste terre al tempo dei Fenici, quindi ancora nel XI secolo avanti Cristo. Seguì un’evoluzione legata al successivo affermarsi dei celtiberi, 4 o 5 secoli dopo.

Tutto ciò lo possiamo affermare o per lo meno ipotizzare partendo da delle reali testimonianze che sono state trovate e studiare, dei reperti figurativi archeologici che mostravano come già in quell’epoca ci fosse una classe guerriera di cavalieri, ovviamente accompagnata da validi cavalli. Se tutto viene confermato, abbiamo un perfetto cavallo barocco come da definizione.

E infatti gli antenati dei cavalli iberici sono proprio i primi cavalli che sono stati portati in guerra dei Celtiberi e loro stessi potrebbero a loro volta essere discendenti di una arcaica forma equina detta Pony celta che può vantare dei legami genetici il Tarpan, cavallo tipico delle steppe euro-asiatiche.

Troviamo delle simili caratteristiche proprio nella razza ispanica di pony Asturcón che si mostra molto simile all’archetipo celta anche se oggi viene ricondotto a razze britanniche come il Pony Exmoor. Tracce di Tarpan anche nella razza portoghese Sorraia che ha delle forme più aggraziate rispetto ai ponies già citati e che viene spesso definita dagli esperti proprio come una variante mediterranea del Tarpan stesso.

Cavallo iberico asturcon

Un passaggio evolutivo importante per i cavalli iberici è quello segnato dalla conquista romana della Spagna e la successiva unificazione dei territori celtiberi e gallici ad opera di Augusto (I secolo a.C.). Questo avvenimento ha portato ad una nuova selezione di cavalli da guerra e quindi ad una evoluzione della razza che finora abbiamo conosciuto. Si trovano delle testimonianze di questi avvenimenti negli scritti di Giulio Cesare che nei suoi commentari aveva sottolineato la grande importanza che i Galli attribuivano ai loro cavalli da battaglia. Li descrivevano come animali dalle grandi dimensioni e con fisici prestanti, alti e robusti, e naturalmente nell’interesse di tutti anche allevati con molta cura, custodito come un tesoro prezioso.

Questi animali descritti da Giulio Cesare si mescolarono molto probabilmente con alcune specie autoctone ispaniche contribuendo per lo meno in parte alla creazione di razze ispaniche che ben poco assomigliano ai ponies, sia per forma che per dimensioni. Poi arrivano in Spagna i Visigoti nel V secolo e questa popolazione germanica in arrivo dalle steppe solcate dal Dniester non ha fatto che contribuire alla diffusione nella penisola iberica di animali con fisici alti e robusti, adatti ad andare in guerra assieme ai conquistatori.

Il VII secolo è quello in cui avvenne la conquista della Spagna da parte degli Arabi e questo comportò un passaggio decisivo nella formazione di quelle che oggi noi conosciamo come le razze iberiche equine. I cavalli degli sconfitti, i Visigoti, finirono nelle mani degli Arabi che li fecero incrociare con i propri animali, il cavallo arabo ed il cavallo berbero. Da questa commistione si ottennero cavalli forti, come tipicamente lo sono quelli europei, ma allo stesso tempo anche agili ed eleganti, come il loro corrispettivi orientali. Se vogliamo farci un’idea di ciò che può significare possiamo dare un occhio all’Andaluso.

Dopo aver ripercorso quindi tutta la storia di questa razza che è poi un gruppo di razze, possiamo dire con certezza che sono tutti o quasi i migliori risultati ottenibili da un mix tra razze europee autoctone e cavalli portati dagli invasori Arabi

Cavallo Iberico: le razze portoghesi

Tre sono le razze che oggi vengono attribuite al Portogallo e possiamo spendere qualche parola per ciascuna di esse partendo da Lusitano che è un cavallo barocco molto simile all’Andaluso spagnolo e quindi con un’accentuata commistione tra razze europee e arabe. L’Alter-Real è simile ma che sfoggia un bel manto grigio. Poi c’è il Sorraia che non è molto più grosso di un pony ed è considerato la variante mediterranea del Tarpan, si termina poi con il Garrano che è in verità una sottospecie del Sorraia che si è adattato però al clima e alla vegetazione del Portogallo del Nord.

Cavallo iberico sorraia

Cavallo Iberico: le razze spagnole

Tra le razze spagnole che fra poco vi elenchiamo con completezza, ci urge ricordarne le due più particolari come ad esempio l’Asturcòn, pony tipico della Spagna del Nord, discendente dal Pony Celta, e il Pottok, anch’esso un pony ma stavolta tipico dei Paesi Baschi che si è poi diffuso perfino in Francia attraverso i Pirenei ed impossibile da confonder dato che il suo mantello in inverno può arrivare a misurare anche una decina di centimetri.

  • Asturcón,
  • Burguete,
  • Caballo de Monte del País Vasco,
  • Pura Raza Gallega (Pony della Galizia),
  • Andaluso, archetipo del cavallo barocco;
  • Hispano o Ispano-arabo,
  • Ispano-bretone,
  • Jaca Navarra,
  • Losina,
  • Monchina,
  • Pottok,
  • Cavall Mallorquí,
  • Mallorquina
  • Menorquina o Cavallo delle Baleari

Cavallo iberico pottok

Cavalli iberico: allevamenti in Italia

Per tutti gli appassionati di cavallo iberico in Italia consigliamo di andare a visitare e contattare il Master del cavallo iberico dove può trovare notizie ma soprattutto indicazioni ed iniziative che ruotano attorno a questo gruppo di meravigliose razze equine.

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Pubblicato da Marta Abbà il 12 Ottobre 2020