Transizione energetica: cosa significa e cosa prevede

Transizione energetica: cosa significa e cosa prevede” è il nuovo articolo frutto della collaborazione tra l’Area Valorizzazione e Impatto della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza– e dalGreen Office UniToGO dell’Università di Torinocon laIdeeGreen S.r.l. Società Benefit.

L’articolo riprende i testi dell’Ing. Andrea Tartaglino e del dott. Tommaso Orusa pubblicati nell’opera “Lessico e Nuvole: le parole del cambiamento climatico”, la seconda edizione della guida linguistica e scientifica per orientarsi nelle più urgenti questioni relative al riscaldamento globale, curata dall’Area e dal Green Office.

La versione gratuita di Lessico e Nuvole, sotto forma di file in formato .pdf, è scaricabile dalla piattaformazenodo.org.

La versione cartacea e l’eBook sono acquistabili online sulle seguenti piattaforme di distribuzione:

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Libreria Universitaria(anche con Carta del Docente e 18app)

Tutto il ricavato delle versioni a pagamento sarà utilizzato dall’Università di Torino per finanziare progetti di ricerca e di public engagement sui temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Significato di transizione energetica

Con transizione energetica si indica il processo di trasformazione del soddisfacimento dei fabbisogni energetici verso soluzioni caratterizzate da un ridotto impatto ambientale (con particolare riferimento alle emissioni di gas serra climalteranti) e, più in generale, da una maggiore sostenibilità.

Caratteristiche fondamentali di questo processo sono la transizione verso un mix di fonti energetiche prevalentemente basate sull’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, la diffusione di soluzioni di efficienza in tutti gli utilizzi dell’energia e, infine, la disponibilità di soluzioni di cattura e sequestro del diossido di carbonio (CO2), che rendano possibile l’utilizzo sostenibile delle fonti fossili.

Il concetto di decarbonizzazione

Legato al concetto di transizione energetica è il concetto di “decarbonizzazione”, che è il processo di riduzione del rapporto carbonio-idrogeno nelle fonti di energia e che avviene quando si attuano politiche per la riduzione delle emissioni di diossido di carbonio o quando vengono predisposte delle conversioni di attività che producono CO2, in attività che non ne producono o ne producono meno.

Nell’ambito energetico un processo di decarbonizzazione potrebbe essere la conversione di una centrale elettrica a carbone o a petrolio in una centrale elettrica che utilizza fonti rinnovabili.

La transizione energetica in Italia e in Europa

La transizione energetica è in corso in diversi paesi, in particolare nei più tecnologicamente avanzati o nei più motivati verso la conservazione dell’ambiente naturale. Per l’Italia, ad esempio, dal 1990 al 2016 il consumo interno lordo di energia da fonti rinnovabili è quadruplicato passando da 6,4 a 26 Mtep (benché il mix di fonti energetiche sia cambiato nel tempo).

Anche l’Unione europea si era già impegnata fin dal 2008 a far ridurre ai propri stati membri le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 20% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2020, migliorando al contempo l’efficienza energetica del 20% e aumentando la percentuale di fonti energetiche rinnovabili al 20%.

grafico fonti energia

La figura mostra la capacità globale di generazione di energia, nel decennio 2008-2018, suddivisa per tre tipi di fonte: fonti non rinnovabili (combustibili fossili, in generale), idroelettrico e altre fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse, geotermico, solare a concentrazione e maremotrice). In un quadro di crescita della capacità globale, le fonti rinnovabili hanno raggiunto un terzo del totale nel 2018 (nel 2008 erano al 24% circa). Fonte: REN21 – Renewable Energy Policy Network REN21 for the 21st Century (https://www.ren21.net/)

Nell’ottobre 2014 è stato approvato il pacchetto UE per l’energia e il clima 2030. Il suo obiettivo è di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2030, fissando allo stesso tempo nuovi obiettivi sia per le fonti di energia rinnovabile e sia per i livelli di efficienza energetica.

L’obiettivo del 40% entro il 2030 è stato alla base della posizione dell’UE prima dei negoziati internazionali sul clima a Parigi nel dicembre 2015, dove è stato raggiunto un accordo globale sul clima (Accordo di Parigi).

Al fine di raggiungere gli obiettivi summenzionati per il 2030 sono state approvate numerose azioni legislative a livello dell’UE, tra cui norme per favorire il sistema di scambio di quote di emissioni, aumentare la diffusione di fonti di energia rinnovabile, edifici e prodotti ad alta efficienza energetica, norme per le emissioni delle automobili e per la riduzione di emissioni di gas fluorurati. Nel quadro dell’Accordo di Parigi, la Commissione europea ha inoltre presentato nel novembre 2018 una strategia per un’economia “neutrale” dal punto di vista climatico, ossia per azzerare le emissioni entro l’anno 2050.

Ing. Andrea Tartaglino – Energy Manager Unito

dott. Tommaso Orusa, Gruppo Energia e Coordinamento Cambiamenti Climatici UniTo Green Office UniToGO; Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – Università di Torino

Bibliografia

– Latini Gianni, Bagliani Marco, & Orusa Tommaso. (2020). Lessico e nuvole: le parole del cambiamento climatico – II ed., Università di Torino. Zenodo.http://doi.org/10.5281/zenodo.4276945

– Amanatidis G., “European policies on climate and energy towards 2020, 2030 and

2050”. Policy Department for Economic, Scientific and Quality of Life Policies Directorate-General for Internal Policies

– Armaroli N., Balzani V., “Energia oggi e domani. Prospettive, sfide, speranze”. Bononia University Press, 2004.

– Ispra – Rapporto “Emissioni nazionali di gas serra: Indicatori di efficienza e decarbonizzazione nei principali Paesi Europei” – 2018