Roma sottomarina, le Secche di Tor Paterno

Tutti noi conosciamo Roma per il Colosseo, la Fontana di Trevi, la Città del Vaticano… ma quanti di noi la conoscono per biodiversità dei suoi fondali marini? Sì sì, proprio così! A pochi minuti da Roma, a largo del Lido di Castel Fusano, esiste un’area Marina Protetta, si tratta delle Secche di Tor Paterno.

Le Secche di Torpaterno sono situata a largo della costa romana tra Ostia e Torvajanica. Sono caratterizzate dalla presenza di una formazione rocciosa coperta da organismi animali e vegetali di ogni sorta. Le Secche si presentano come una vera e propria “città sottomarina”, un’isola sul fondo del mare dove la profondità massima raggiunge i 60 metri mentre la parte più alta della “città sottomarina” raggiunge 18 metri sotto il livello del mare.

Turismo a Roma e Seawatcher
Chi l’avrebbe mai detto? A largo della costa romana si nasconde un autentico paradiso per sub e appassionati seawatcher. Sono molte le specie da poter osservare, la sommità del banco roccioso è popolata dalla Posidonia oceanica. Più in profondità si trovano interessanti colonie di celenterati, organismi simili ai coralli come la  Gorgonia rossa e gli Alcionari.

Nell’area sottomarina delle Secche di Torpaterno è possibile ammirare il rarissimo celenterato noto come il nome di “Corallo Nero”, la Gerardia savaglia. Non mancano numerose specie di pesci tra cui la Murena, il Gronco, la Rana Pescatrice, la Spigola, il Cefalo, l’Occhiata, il Sarago e tanto altro…. in superficie non sono rari gli avvisamenti dei delfini o specie di uccelli marini.

Come visitare le Secche di Tor Paterno
Per visitare le Secche di Tor Paterno bisogna essere dei subaquei piuttosto pratici. Per visitare le Secche di Torpaterno bisognerà raggiungere Ostia che dista 30 minuti dal centro di Roma e 15 minuti dall’aereoporto di Roma Fiumicino. In alternativa si può raggiungere Torvajanica. Sia a Ostia che a Torvajanica si troveranno dei diving esperti in grado di accompagnare i subacquei sui fondali marini al largo della costa romana.

Pubblicato da Anna De Simone il 29 marzo 2013