Risparmio energetico nel data center

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Una robusta spinta al risparmio energetico potrebbe arrivare da una migliore gestione dei data center aziendali. Oggi le infrastrutture informatiche assorbono il 15% del consumo totale di energia prodotta e ciò dipende in gran parte dai data center, cioè i locali (ma possono essere interi edifici) dove le aziende custodiscono i server (elaboratori) che, tra le altre cose, sono alla base del funzionamento di internet.

Oggi esistono 7,5 milioni di data center che rappresentano l’1% dei consumi energetici dell’umanità. E la percentuale è in continua crescita a fronte dell’utilizzo sempre più massiccio delle tecnologie digitali il cui cuore operativo è rappresentato appunto dai data center. Se è vero come è vero che nel risparmio di energia si nasconde una risorsa per le aziende (che possono investire i soldi risparmiati), il risparmio energetico del data center è la priorità delle priorità.

Il risparmio energetico è una questione importantissima per chi gestisce un data center, grande o piccolo. I server funzionano h24, l’alimentazione elettrica va garantita per il 100% del tempo di funzionamento. Non solo, le macchine oltre a consumare disperdono grandi quantità di calore (cioè di energia) e i locali in cui si trovano vanno essere climatizzati in modo opportuno per garantire l’attività.

Le tecnologie per risparmiare energia nel data center esistono. Ad esempio cavi a bassa dispersione, fotovoltaico integrato, sistemi di riutilizzo del calore e sistemi di free cooling che, con l’uso dell’aria esterna, permettono di tenere spenti i tradizionali sistemi di condizionamento fino a quasi 300 giorni all’anno.

Ed esistono anche i casi virtuosi. Tutti gli accorgimenti di cui sopra sono stati per esempio adottati dall’azienda InAsset di Pasian di Prato, in provincia di Udine, che gestisce un data center di 1.800mq per fornire servizi di hosting, housing, backup e disaster recovery per centinaia di aziende clienti. Gli investimenti permetteranno all’azienda di risparmiare denaro e di evitare la produzione di 105 tonnellate all’anno di CO₂. A breve la struttura sarà qualificata Green Data Center.

Pubblicato da Michele Ciceri il 6 agosto 2013