Inquinamento del suolo

Il notevole incremento dello sviluppo industriale, commerciale e agricolo, ha portato come conseguenza anche un incremento dell’inquinamento del suolo.  A causa delle sostanze tossiche che ne comporta, l‘inquinamento altera gli ambienti dove l’uomo opera e dove seguono il loro ciclo vitale piante e animali. Ciò determina alterazioni dell’equilibrio in ogni ecosistema tra specie vegetali e animali (compreso l’uomo).

L’inquinamento del suolo è anche responsabile  dei cambiamenti climatici a volte così rilevanti da costituire un serio pericolo per la sopravvivenza dell’intero pianeta.
Le cause dell’inquinamento del suolo sono riconducibili allo smaltimento di rifiuti, di liquami e di scariche e scorie di varia natura provenienti da attività industriali.

La produzione globale di rifiuti solidi può essere stimata oggi in Italia intorno ai 41 milioni di tonnellate. A fronte di una quantità così rilevante, pochissimi sono gli impianti in grado di assicurare un razionale smaltimento. Fonti d‘inquinamento diretto sono poi le pratiche agricole caratterizzate da un intenso impiego di sostanze chimiche quali fertilizzanti, antiparassitari e diserbanti.

Causa di inquinamento del suolo sono anche gli allevamenti intensivi di bestiame, che producono grandi quantità di liquami organici. Le sostanze contaminanti che giungono al suolo coinvolgono poi i corsi d’acqua o le falde sotterranee oppure, vaporizzandosi o venendo sollevate dai venti, raggiungono l’atmosfera. Le sostanze che penetrano nel suolo sono assimilate dalle piante e da queste si distribuiscono poi nella catena alimentare, raggiungendo gli animali superiori.

Per rendere coltivabile o abitabile un territorio malsano o inquinato bisogna procedere con la bonifica. Il recupero di un suolo inquinato è effettuato per diversi motivi, primo dei quali è evitare ulteriori contaminazioni a volte letali a falde acquifere, prodotti agricoli e all’uomo.

Per evitare o ridurre l’inquinamento del suolo è necessario incidere sui processi di utilizzo e trasformazione dell’energia attraverso fonti o meccanismi di risparmio energetico, come per esempio le energie rinnovabili e la riduzione o il riciclaggio dei rifiuti.

Pubblicato da Anna De Simone il 10 gennaio 2013