Dal modello di economia lineare a quello di economia circolare: tutti i benefici

Economia Circolare definizione esempi

Da diversi anni a questa parte si sente parlare con crescente frequenza di economia circolare. Un obiettivo che, una volta raggiunto, offrirà notevoli benefici a tutti noi, soprattutto per i risvolti positivi che se ne otterranno sotto il profilo ambientale.

Non tutti, però, hanno ancora ben chiaro che cosa si intenda per economia circolare e quali caratteristiche permettano di distinguerla dal tradizionale modello di economia lineare. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza a riguardo.

Cosa significa modello di economia lineare

Quando si parla di modello di economia lineare, si fa riferimento al modo tradizionale di concepire la produzione. In concreto, in questo modello di economia il primo passaggio consiste nell’estrazione di materie prime che vengono trasformate in un prodotto. Quest’ultimo viene successivamente messo in commercio, acquistato dai consumatori, per poi essere gettato via dopo il suo utilizzo, andando ad aumentare la massa di rifiuti nelle nostre discariche.

Il modus operandi che sta alla base del classico modello di economia lineare risponde quindi a questi passaggi: sottrarre, produrre e infine smaltire. Qualsiasi mente accorta si rende da subito conto che un simile modello di economia sul lungo termine non risulta sostenibile, andando di fatto a causare un impoverimento costante delle nostre risorse e impattando in maniera pesantissima sul nostro ambiente, con gravi conseguenze per l’intero Pianeta.

Cosa significa modello di economia circolare

Del tutto distinto è invece il modello di economia circolare che può essere considerato come l’evoluzione del vecchio modello lineare, con un focus nei confronti della sostenibilità.

Alla base del concetto di economia circolare vi è il desiderio di allungare quanto più possibile la vita utile dei prodotti introdotti nel mercato, adottando dei processi di riciclo capaci di immettere nuovamente in produzione le materie prime seconde ricavate da scarti e rifiuti del primo ciclo produttivo. Una vera rivoluzione del concetto di economia che apre la strada a importanti vantaggi.

Benefici del modello di economia circolare

L’adozione del modello di economia circolare porta a innumerevoli benefici per l’intera collettività. Il primo consiste nell’azzerare o perlomeno ridurre ai minimi termini l’uso di materie prime, cercando quindi di preservare le nostre risorse che, come ben sappiamo, sono ormai profondamente depauperate al punto tale da non riuscire più a far fronte alle necessità della popolazione mondiale.

Diminuire l’utilizzo delle materie prime equivale anche a ridurre il quantitativo di rifiuti generati dalla produzione. Nel nuovo concetto di economia circolare, riciclo e riuso divengono di fatto la strategia vincente per evitare la sovrapproduzione di rifiuti che annualmente finiscono in discarica, provocando conseguenze disastrose per il nostro ambiente. A mero titolo esemplificativo, è sufficiente pensare alle emissioni di gas serra in atmosfera correlate all’estrazione di materie prime vergini.

In un’ottica di economia circolare, il quadro muta invece radicalmente. Grazie al riutilizzo dei materiali, si assiste a una riduzione delle emissioni di gas serra, con risultati positivi anche sul versante climatico.

I benefici offerti dal modello di economia circolare riguardano da vicino le stesse aziende che hanno l’opportunità di creare valore circolare, adottando una serie di misure.

L’impegno del sistema creditizio

Anche grandi player del settore creditizio stanno aumentando gli sforzi per sostenere la transizione verso il modello di economia circolare.

 Per favorire il passaggio al nuovo modello economico, che risulta essenziale soprattutto nell’ottica di un contrasto proattivo nei confronti della crisi climatica, Intesa Sanpaolo ha portato da 5 a 6 miliardi di euro la dotazione del plafond previsto dal piano industriale 2018-2021. L’incremento di un miliardo di euro è specificatamente destinato alle aziende della rete UBI Banca che possono così accedere, a condizioni vantaggiose, a linee di credito dedicate alla realizzazione dei loro progetti nell’ambito dell’economia circolare.

Grazie a questi fondi, le imprese potranno così adottare una serie di importanti misure per creare valore circolare, come:

  • ricorrere a energie o a risorse rinnovabili nei loro processi produttivi;
  • adottare tecnologie innovative;
  • produrre attraverso l’uso di materiali riutilizzabili o riciclati;
  • progettare i propri prodotti in un’ottica di recupero e riuso delle singole parti alla fine del loro ciclo di vita;
  • valorizzare gli scarti, in modo tale da ottimizzare il consumo di risorse nel ciclo produttivo;
  • creare appositi programmi finalizzati al recupero di prodotti dal mercato, alla loro rigenerazione e alla loro re-immissione in commercio.

Un significativo passo in avanti verso un futuro che sia davvero sostenibile e alleato del nostro Pianeta.

Pubblicato da Matteo Di Felice, Imprenditore e Managing Director di IdeeGreen.it, Istruttore di corsa RunTrainer certificato RunAcademy FIDAL, Istruttore Divulgativo certificato della Federazione Scacchi Italiana e appassionato di Sostenibilità, il 18 Febbraio 2022