Cosa bruciare nella stufa a pellet

Cosa bruciare nella stufa a pellet

Cosa bruciare nella stufa a pellet: vi spieghiamo se e quando è possibile bruciare legna, mais, gusci di frutta e noccioli, nella classica stufa a pellet.

In genere, bisognerebbe attenersi al libretto di manutenzione della stufa a pellet, è qui che il produttore indica il tipo di biomassa che può ardere. Al fine di mantenere la garanzia della vostra stufa a pellet, è indispensabile bruciare solo la biomassa indicata nel libretto di uso e manutenzione dell’apparecchio. Nonostante tali premesse, molti utenti per risparmiare sul pellet, bruciano inserendo direttamente nel braciere, diversi tipi di biomassa.

Non possiamo consigliarvi tale pratica se non raccomandata dal costruttore della vostra stufa a pellet ma possiamo riportare l’esperienza di molti utenti, mio padre in primis che da anni ha preso a bruciare nella stufa a pellet della sua casa di montagna, biomassa come mais, cippatino e gusci di frutta secca.

Mi raccomando, mai bruciare nella stufa a pellet, cartoni, carte o cartoni del latte! Mai bruciare legna nella stufa a pellet perché il tiraggio non è ottimale, così come non lo è la taratura della temperatura, l’umidità e tanti altri fattori. Il cippatino di legna, ben essiccato, può ardere nella stufa a pellet. Vediamo meglio cosa si può caricare nella coclea della stufa a pellet!

Cosa bruciare nella stufa a pellet

Ci sono degli inconvenienti a bruciare altra biomassa e questi svantaggi variano in base al tipo di biomassa inserita. Anche se i produttori non lo raccomandano, alcuni utenti realizzano miscele di pellet e altra biomassa da far ardere nella stufa a pellet e riscaldare casa risparmiando. Tra la biomassa mescolata a pellet, abbiamo:

Bruciare legno cippato nella stufa a pellet

In realtà non si tratta di vero e proprio cippato ma di “cippatino”, cioè legno ridotto in scaglie piccolissime tanto da poter attraersare la griglia della coclea. C’è anche chi getta cippato direttamente nel braciere (tenendolo a minimo) ma questa pratica è sconsigliata sia per una questione di tiraggio sia per una questione di temperatura. La resa non vale il rischio! Chi vuole bruciare legno cippato nella stufa a pellet dovrà usare del cippato fine ben essiccato in modo da ridurre al minimo i residui di cenere prodotti. Non va mai messo il cippato puro. Molti utenti ardono miscele composte dal 20% di cippatino e 80% di pellet.

E’ sconsigliato usare percentuali più alte di legno cippato da ardere nella stufa a pellet, soprattutto se questo non è perfettamente stagionato. L’umidità prodotta andrebbe a penalizzare la diffusione del calore con una resa, in termini di calore prodotto, molto penalizzata rispetto agli standard ottimali della stufa a pellet in questione.

Bruciare mais nella stufa a pellet

Il mais, negli ultimi anni, è divenuta una fonte di energia per riscaldare piccoli ambienti. Il potere calorifico del mais è di 6.000 kca al kg, con un’umidità del 15%. Come è chiaro, il potere calorifico del mais è ben superiore a quello del pellet (di circa il 30%).

Il costo del mais è anche più basso rispetto al pellet e la resa si avvicina al 90%. Non emana fumi e garantisce una combustione pulita. Alcuni utenti parlando di convertire la stufa a pellet per il mais con taratura di tiraggio e temperatura di combustione ottimale. In realtà, molte persone riescono a bruciare il mais nella stufa a pellet senza eseguire alcuna taratura / conversione specifica.

Il mais da ardere non è lo stesso impiegato dall’industria alimentare. Un quintale di mais da ardere si compra con circa 14 euro! Le proporzioni consigliate dagli utenti che hanno sperimentato la combustione del mais nella stufa a pellet sono di circa 2,5:1. Per ogni chilogrammo di pellet dovrete usare 2,5 kg di mais.

Bruciare gusci di frutta secca e nocciolino

Le stufe a pellet più moderne sono nate per ardere diverse biomasse tra cui nocciolino e gusci di frutta. I gusci di frutta devono essere preventivamente macinati.

I gusci di frutta secca hanno un potere calorifico compreso tra i 4.300 e 4.500 kcal/kg. Sono privi di umidità e vantano un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Per quanto riguarda il nocciolino, è un derivato della sansa di olive, in pratica si tratta di noccioli di olive e altri avanzi come polpa essiccata e buccia. Ha un costo di gran lunga inferiore a quello del pellet e produce pochi fumi e cenerei (2 – 4%). Il potere calorifico è di 4.200 – 4.800 kcal/kg.

Cercate di non sbilanciarvi troppo con le proporzioni altrimenti potreste cadere in problemi di eccessiva pulizia della stufa a pellet.

Pubblicato da Anna De Simone il 16 febbraio 2017