Carburanti alternativi: Europa e Italia

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Carburanti alternativi al petrolio, qualcosa si muove. Il 15 aprile il Parlamento europeo voterà la Direttiva sui carburanti alternativi – il sì è scontato visto che la norma ha superato tutti gli iter previsti – e per la prima volta avremo nero su bianco un segnale chiaro di come l’Europa intende gestire in futuro la questione carburanti.

Parlando di trasporti, oggi in Europa il 94% di essi dipende dal petrolio. E il greggio per l’84% del fabbisogno è importato. Dipendenza economica e crisi ambientale, dice oggi l’Europa considerando che tanti mezzi pesanti sono ancora fermi alla fase Euro0, si risolvono con i carburanti alternativi: elettrico e metano, biometano soprattutto.

Piace sottolineare che relatore in Europa della Direttiva sui carburanti alternativi è l’europarlamentare Carlo Fidanza, un italiano quindi, che venerdì 4 aprile abbiamo intervistato al convegno ‘I carburanti alternativi per un trasporto sostenibile’ organizzato a Milano dall’associazione ‘Strade d’Europa’.

“Siamo a un passaggio significativo – ha detto Fidanza – dopo essere partiti da una proposta della Commissione e da una prima relazione, votata a stragrande maggioranza dal Parlamento, che era ancora più ambiziosa. Le resistenze di alcuni Stati membri e il timore che gli effetti della Direttiva potessero ricadere sui bilanci hanno prodotto un negoziato al ribasso rispetto all’ipotesi iniziale, ma positivo perché supera l’annoso ostacolo del non c’è rete quindi non c’è mercato, non c’è mercato quindi no rete”.

La versione iniziale della Direttiva prevedeva il numero preciso di punti di ricarica elettrica che ogni Paese avrebbe dovuto prevedere entro il 2020, con tanto di dettagliato allegato numerico. Quella in approvazione è invece più morbida e parla genericamente di copertura dei nodi urbani ed extraurbani entro il 2020, con estensione al 2025 per le autostrade. Fidanza lo ha definito un piede nella porta: “Si tratta comunque di un vincolo – ha affermato – che imporrà agli Stati di mettere in rete i punti di ricarica, e che prevediamo possa portare all’ampliamento del mercato delle auto elettriche con conseguente diminuzione dei prezzi”.

Le indicazioni cogenti contenute nella Direttiva sui carburanti alternativi riguardano i punti di ricarica da prevedere negli agglomerati urbani e suburbani, che dovranno essere nella misura di almeno uno ogni dieci auto elettriche, e le specifiche tecniche delle colonnine: dotate di prese di Tipo 2 quelle normali e di connettori Combo 2 nel caso di colonnine ad alta potenza. Nel testo si parla anche di tecnologie wireless per la ricarica e dello scambio delle batterie, ma senza indicazioni specifiche.

Per quanto riguarda il gas naturale compresso, metano e biometano, la Direttiva sui carburanti alternativi prevede che i Paesi dovranno definire il numero di impianti presenti nei centri urbani e suburbani entro il 2020, e che a partire dal 2025 la distanza massima tra un distributore e l’altro sulla rete extraurbana dovrà essere di 150 km. Metano e biometano, come è stato sottolineato nel corso del convegno, sono un tema importante per l’Italia vista la tradizione del nostro Paese in questo comparto. Anche alla luce del decreto interministeriale dicembre 2013 che autorizza l’utilizzo del biometano, ottenuto dal biogas agricolo, nell’autotrazione, nella rete nazionale del gas e nella cogenerazione ad alto rendimento.

Sì, ma i tempi? Quando potremo davvero vedere un’Europa che viaggia a carburanti alternativi e che si sgancia dalla dipendenza dal petrolio? “L’entrata in vigore della Direttiva è prevista a fine estate – dice Fidanza – dopo di che gli Stati membri avranno 24 mesi a disposizione per il recepimento. Compito dell’Italia a quel punto sarà recepire bene il provvedimento, cosa non scontata perché non sempre avviene. Il terrore, non solo italiano, è che la Direttiva possa pesare sulle casse pubbliche. Alla luce delle esperienze ci sono tuttavia ottime possibilità di innescare una spirale positiva pubblico-privato che porterà vantaggi a tutti”.

Pubblicato da Michele Ciceri il 5 aprile 2014