Il banco alimentare

L’Italia è considerato un Paese Sviluppato ma i dati sulla povertà rivelano verità sconcertanti. Secondo l’Indagine 2012, in Italia ci sono 3 milioni di persone che vivono in stato di povertà alimentare e questo numero è destinato a crescere. Intere famiglie, giovani, disoccupati, genitori separati ma soprattutto bambini e anzini. Da un lato 3 milioni di persone affamate e dall’altro 6 milioni di sprechi alimentari: si è stimato che sono circa 6 milioni le tonnellate di eccedenza alimentare prodotte dall’industria agro alimentare destinate a diventare rifiuti.

Uno scenario raccapricciante e paradossale, la filiera agro alimentare produce sprechi di cibo commestibile per un valore economico di 12,3 miliardi di euro. L’intera filiera brucia energia e consuma risorse per niente. E’ in questo panorama che sorge il Banco Alimentare, nato nel 1989 per “salvare quotidianamente le eccedenze alimentari recuperando quei prodotti che per ragioni di mercato non possono più essere venduti”.

Cosa fa il Banco Alimentare?
Recupera il surplus alimentare prodotto dalle aziende e lo ridistribuisce gratuitamente a strutture caritatevoli. In altre parole, il Banco Alimentare sfama 1.700.000 persone al giorno aiutando i poveri in Italia.

Come si può supportare il Banco Alimentare?
In modo più impegnativo si può aderire al volontariato, oppure più semplicemente partecipando alla Colletta Alimentare: il sedicesimo appuntamento è fissato per sabato 24 novembre. Per gli appuntamenti futuri basta consultare l’homepage di bancoalimentare.it. Il Banco Alimentare può essere supportato devolvendo il 5 x mille, per esempio, i residenti in Campania potrebbero devolvere il loro 5 x mille al Banco Alimentare Campania che fornisce cibo alle 279 Strutture Caritative della Regione. Oltre le classiche raccolte di cibo, il Banco Alimentare organizza anche Cene di Gala e eventi.

Banco Alimentare, benefici
L’impatto positivo è a 360°, il primo arriva un punto di vista umanitarioe sociale ma anche economico, educativo e ambientale: il recupero degli alimenti perfettamente commestibili è essenziale per l’ambiente in quanto impedisce che questi divengano rifiuti permettendo un risparmio in risorse energetiche con un conseguente abbattimento delle emissioni di CO2. Dall’altro lato si procede con il riciclaggio delle confezioni.

Fonte dati | Indagine 2012 “Dare da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità” a cura del Politecnico di Milano e Fondazione per la Sussidiarietà

Pubblicato da Anna De Simone il 21 novembre 2012