Auto ad aqua, il kit Hydromoving

auto ad acqua

Auto ad acqua: un progetto tutto italiano consente di alimentare le auto a idrogeno direttamente con l’acqua.

L’idrogeno come carburante è già realtà su diversi modelli di automobili ma più volte abbiamo parlato dei problemi legati a questa fonte energetica (stoccaggio, trasporto, produzione….).

Un ingegnere e progettista italiano ha risolto, in un colpo solo, tutti i limiti legati all’impiego dell’idrogeno come carburante, in che modo? Sviluppando una sorta di “estrattore istantaneo” capace di strappare alla molecola d’acqua (H2O) gli atomi d’idrogeno per inviarli alla camera di combustione del motore.

Auto ad acqua 
Si chiama Lorenzo Errico, è di Leverano e ha con la sua idea vuole tendere la mano alla mobilità a basse emissioni. Il sistema messo a punto da Lorenzo Errico prevede l’impianto di un serbatoio nel cofano della vettura, il serbatoio è destinato a contenere acqua che trasmessa ad alcuni particolari contenitori viene convertita in idrogeno pronto alla combustione.

Il sistema, già brevettato, si basa sull’elettrolisi così dall’acqua si riesce a produrre idrogeno on demand” (su richiesta del motore) da bruciare in tempo reale, eliminando così tutti i rischi legati all’immagazzinamento dell’idrogeno e all’impianto di nuove stazioni di rifornimento ad hoc.

“Il consumo di energia -afferma l’ingegnere Errico- è bassissimo rispetto a tutti i brevetti presentati fino a oggi sull’elettrolisi. Produciamo un metro cubo con 1,8 – 2 kW. Questo consente di non sovraccaricare la vettura sfruttando il potere calorifero che dà il combinato di idrogeno e ossigeno”

Per avere un’auto ad acqua non occorre acquistare una vettura nuova: è stato sviluppato un apposito kit pronto per essere montato sulla propria auto. L’auto brucia una piccola quantità di carburante fossile (benzina, metano, gpl o gasolio) per produrre l’energia necessari all’elettrolisi, riducendo drasticamente le emissioni inquinanti.

Le origini del progetto
Il progetto non è così “nuovo”, già nel 1981 furono condotti i primi test su una Saab 900 Turbo Sport, quando realizzò il primo impianto a controllo elettronico d’iniezione d’acqua, incrementando notevolmente fluidità al motore e portando la potenza del motore da 185 a circa 250 cavalli, senza alcun effetto collaterale per la vettura.

Negli anni l’ingegnere pugliese ha continuato a sviluppare il suo progetto fino a quando nel 2007 è giunto a un punto di svolta e nel giro di un paio d’anni ha centrato l’attenzione di diverse aziende, tra queste, la Marangoni SPA che è arrivata a commissionare uno studio di fattibilità sulla sportivissima Nissan 370 Z. Il lavoro ha inizio nel 2009 e viene portato a termine egregiamente, il risultato è un successo internazionale e vede la nascita del progetto Hydromoving grazie al quale è possibile alimentare la auto con acqua.
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Pubblicato da Anna De Simone il 12 settembre 2014