Alghe come fonte di biomassa

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Negli ultimi tempi se ne sta discutendo moltissimo, soprattutto in vista degli impianti a biomassa che stanno sorgendo in Italia. Il punto cardine verte sui limiti dell’impiego della biomassa: quale biomassa può essere davvero ecologica e sostenibile per la salute dell’uomo e dell’ambiente? Mentre in Italia si studia un metodo per la tracciabilità della biomassa, l’università di Alicante, con sede a San Vicente del Raspeig, in Spagna, ha sviluppato un impianto capace di sfruttare le alghe come biomassa pronta all’uso.

In effetti quando si parla di biomassa pochi di noi pensano alle alghe. Di solito il pensiero si sofferma su fonti di biomassa come scarti agricoli, rifiuti organici, legname, reflui degli allevamenti… Nonostante l’immaginario collettivo, le alghe rappresentano un’ottima fonte di biomassa. Fino a oggi, la diffusione delle alghe come fonte di biomassa non si è verificata per i problemi legati al recupero e al trattamento delle alghe.

Attualmente, la biomassa marina è sfruttata in modo molto dispendioso: dei macchinari piuttosto invasivi, rimuovono dai fondali marini, alghe, sabbia e altri detriti. Questi vengono trasferiti in uno stabilimento dove subiscono diversi trattamenti, in primis una filtrazione blanda con un setaccio e in secondo momento l’essiccazione con la formazione dei cumuli. I cumuli di alghe vengono poi pressati e trasferiti all’impianto più vicino.

Questa procedura molto lunga è stata sostituita con un metodo che giunge alla materia finita direttamente sul posto dell’estrazione delle alghe. Il processo messo a punto dal team spagnolo prevede tre fasi distinte: lavaggio, essiccazione e compattazione. Le tre fasi avvengono direttamente sulla spiaggia da trattare mediante una macchina alimentata da energia solare.

Il sistema è basato su una piattaforma mobile a tre compartimenti. Il primo compartimento riceve le alghe ancora bagnate insieme alla sabbia. Un meccanismo di pompaggio che sfrutta la stessa acqua salata provvede a rimuovere la sabbia e lavare le alghe destinate all’impianto a biomassa. Nel secondo compartimento viene rimosso il sale mentre nel terzo compartimento avviene l’essiccazione. La piattaforma integra pannelli solari così da sfruttare l’elettricità prodotta in loco. Infine le alghe vengono compattate e convertite in pellet o balle pronte a essere commercializzate! Nessun prodotto chimico è necessario per l’attuazione del processo.

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Pubblicato da Anna De Simone il 27 agosto 2013