Inquinamento acustico tra le mura di casa

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Inquinamento acustico significa stress e liti tra vicini di casa, condomini e negozianti, comitati e altro ancora di cui si può fare volentieri a meno. C’è anche un altro aspetto importante: chi compra una casa inquinata dal punto di vista acustico avrà problemi a difendere il proprio investimento al momento di rivenderla perché l’inquinamento acustico è una causa di svalutazione. Le stime del mercato immobiliare dicono che tra due appartamenti simili, uno tranquillo e l’altro rumoroso, la differenza di prezzo arriva anche al 15 per cento.

Ma che cos’è l’inquinamento acustico? Fondamentalmente il problema ha due aspetti: da una parte dipende dalla zona e dalla posizione in cui si trova l’immobile (presenza di strade trafficate, ferrovie, fabbriche, esercizi pubblici ecc), dall’altra ci sono i fattori inquinanti interni come i rumori di calpestio, i rumori aerei e quelli strutturali causati dagli impianti (ascensore soprattutto) che invece dipendono dalla scarsa qualità dell’immobile e dalla mancanza di isolamenti acustici adeguati.

Come ci si difende? Dal primo tipo di inquinamento acustico, quello esterno, ci si difende osservando bene il contesto in cui si pensa di andare ad abitare. Sul come valutare una casa per l’acquisto o per l’affitto vale la regola di tornare sul posto più volte e in orari diversi, anche non accompagnati dal venditore che quasi certamente tenderà a fissare gli appuntamenti sempre negli orari più tranquilli. Per valutare l’inquinamento acustico interno bisogna invece guardare i documenti, e nel caso richiedere anche una verifica.

Per l’inquinamento acustico interno la norma di riferimento è il Dpcm 5/12/1997 che stabilisce i requisiti acustici passivi degli edifici. La legge in pratica prescrive che solette e pareti verticali devono essere isolate in modo da contenere entro certi limiti la trasmissione sia dei rumori aerei (le voci tra un’unità immobiliare e l’altra) sia dei rumori di calpestio (gli impatti di passi e oggetti dal piano superiore) sia di quelli causati dagli impianti in funzione.

I documenti che attestano il rispetto dei requisiti passivi acustici va richiesto al venditore. I costruttori più avveduti hanno compreso che mettere sul mercato immobili senza problemi di inquinamento acustico è anche nel loro interesse perché testimonia la buona qualità dei lavori e mette tutti al riparo da possibili contenziosi, due cose che di solito i clienti sono disposti a monetizzare.

Ma se l’immobile è datato? In questo caso non è infrequente trovarsi davanti a costruzioni dove l’isolamento acustico è inesistente e spesso anche quello termico, cosa frequente nelle case costruite nel trentennio ’60-’90. Il guaio è che le difese dall’inquinamento acustico interno non sono facilmente realizzabili a posteriori e ogni intervento rischia di essere un palliativo. Restano solo i rimedi fai da te.

Pubblicato da Michele Ciceri il 3 novembre 2013