Deumidificatore, qual è la scelta più efficiente?

deumidificatore

Un buon deumidificatore è quell’elettrodomestico che sfruttando elettricità riesce a ridurre il livello di umidità presente nell’aria. Un ambiente ottimale dovrebbe contenere valori di umidità nell’intervallo percentuale da 30 a 40. Un’aria troppo secca porta alla disidratazione mentre un’aria troppo satura di umidità porta alla formazione di muffa.



In base al meccanismo di funzionamento, i deumidificatori vengono suddivisi in tre categorie, abbiamo così i deumidificatori meccanico-refrigerativi (funzionano grazie a una ventola), deumidificatori essiccativi (funzionano grazie a un materiale essiccante) e i classici condizionatori d’aria che però, tendono a seccare troppo l’ambiente.

deumidificatori più economici sono quelli meccanico-refrigerativi ma risultano essere più efficienti solo nei periodi estivi. I deumidificatori essiccativi dimostrano una buona efficienza sia ad alte temperature sia durante gli inverni più rigidi. Un deumidificatore essiccativo è costituito da un componente essiccante (per esempio, il gel di silice), due ventole e un elemento riscaldante.

Un deumidificatore di tipo essiccativo può essere costruito in casa sfruttando una bottiglia di plastica e del sale da cucina. In questo articolo è spiegato come procedere per la sua realizzazione: i più capaci potranno aggiungere una ventola capace di spingere all’interno del deumidificatore l’aria satura di umidità e un’altra piccola ventola capace di condurre l’aria satura verso il materiale essiccante (nel caso di un deumidificatore fai-da-te si tratterà di cloruro di sodio, sale da cucina).

Le cause dell’umidità sono molteplici, si parla di “umidità di risalita”, quando l’abitazione non vanta un’ottima impermeabilizzazione delle fondamenta dell’edificio (in questo caso, l’umidità arriva dal terreno); si parla di “ponti di calore” quando l’umidità è legata alla presenza di dispersioni termiche e ponti di calore. L’umidità in questi casi, tende a concentrarsi nelle zone maggiormente soggette agli sbalzi di temperatura.

In più ci sono cause comportamentali: acqua dimenticata nel lavabo, irrigazioni eccessivamente abbondanti somministrate alle piante da appartamento, oblò della lavatrice lasciato aperto, gocciolamenti d’acqua dai rubinetti, abiti lasciati ad asciugare all’interno dell’abitazione, perdite idrauliche dovute a una scarsa manutenzione domestica…

Prima di acquistare un deumidificatore si potrebbe procedere con un’analisi “termografica a infrarosso” che consente di individuare l’origine dell’umidità così da poter agire tempestivamente stroncando il problema sul nascere e senza l’aggiunta di ulteriori elettrodomestici mangia-energia.

Pubblicato da Anna De Simone il 30 novembre 2013