Orchidee in casa, cure e consigli

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Orchidee in casa, cure e consigli per la coltivazione dell’orchidea in vaso. Dal rinvaso all’irrigazione, dalla concimazione all’esposizione. Le varietà più facili da coltivare in casa e le cure da dedicare alla pianta se l’orchidea non fiorisce.

Le orchidee da sempre rappresentano l’elemento che caratterizza un’ambiente di classe. Come per tutte le piante da fiore, anche le orchidee hanno bisogno di particolari cure per evitare che secchino. Senza dimenticare che curare le orchidee in casa diventa più complicato: subiscono forti escursioni termiche specie in inverno, a causa dei termosifoni. Prima di cimentarsi all’acquisto di una pianta di orchidee è bene sapere che se avete una casa esposta a nord, quindi poco illuminata, è meglio desistere, l’orchidea infatti ha bisogno di essere esposta, almeno parzialmente, alla luce del sole lungo tutto l’anno. Di seguito vi illustreremo come curare le orchidee in casa seguendo alcune indicazioni importanti.

Come curare le orchidee in casa, indicazioni preliminari

  • Posizionate la pianta di orchidee in una stanza soleggiata esposta a sud, avendo cura di evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.
  • Fate attenzione a non esporle a fonti di calore diretto, perché potrebbero seccare le radici, che sono generalmente esposte all’aria.
  • Non innaffiate troppo la pianta, bisogna innaffiarle poco e spesso altrimenti le radici potrebbero marcire con facilità: per sapere la quantità d’acqua che è necessaria, basta toccare il terreno e vedere se è umido, se già lo è, come accade spesso in inverno, non occorre innaffiarla
  • Non usate l’annaffiatorio ma spruzzate dell’acqua con un diffusore intorno al vaso; l’ideale sarebbe usare acqua piovana: il cloro contenuto nell’acqua di rubinetto è il peggior nemico delle orchidee. Per irrigare l’orchidea non si può usare un’acqua dura (con calcare, come quella del rubinetto), dovete usare un’acqua neutra (reazione di pH 7) oppure un’acqua leggermente acida.
  • Assicuratevi che la pianta non sia aggredita da parassiti: per aver sempre sotto controllo la situazione, pulite accuratamente le foglie tutti i giorni: la polvere ostruisce le foglie rallentando la fotosintesi ed espone l’orchidea a un gran numero di malattie.

Orchidea in casa, malattie delle foglie

  • Se notate foglie di orchidea ingiallite poste sul lato della finestra, significa che l’orchidea riceve un irraggiamento solare troppo forte pertanto provvedete a spostarle.
  • Se le foglie di orchidea ingiallite crescono ovunque, per irrigarla state usando acqua calcarea, quindi iniziate a usare acqua “dolce” e somministrate dei concimi a base di ferro.
  • Se le foglie di orchidea si accartocciano e non si formano germogli, significa che la luce è troppo poca.
  • Se sulle foglie di orchidee appaiono macchie (spesso le macchie appaiono anche sui fiori), significa che la pianta sta soffrendo a causa delle basse temperature, spostate la pianta in una zona più calda. L’orchidea phalenopsis, quella più coltivata in casa, non prospera bene con temperature inferiori ai 20 °C.

Orchidee in casa, regole d’oro per la coltivazione dell’orchidea in vaso

E’ vero, per coltivare l’orchidea è possibile usare qualsiasi vaso, dalla terracotta ai materiali sintetici… tuttavia, utilizzare un vaso trasparente facilita lo sviluppo dell’apparato radicale. Le radici delle orchidee coltivate in casa hanno bisogno di luce perché al pari delle foglie svolgono la fotosintesi. Un vaso trasparente vi consentirà, inoltre, di osservare l’apparato radicale e notare eventuali radici marce o secche.

Se i fiori appassiscono, non dovete reciderli: i fiori appassiti si lasciano sulla stessa pianta fino a quando cadranno spontaneamente.

Concime per orchidee in casa 
Nella fase vegetativa, quando l’orchidea in vaso mostra prima le foglie e poi i fiori, aiutate la pianta con un nutrimento specifico liquido, meglio se in fialetta perché più facile da gestire. Vi basterà tagliare via il tappo e inserire a fiala con la punta ricoperta nel terreno. Il fertilizzante in fiale pronto all’uso è ideale per le orchidee coltivate in ambiente domestico.

Tra i vari prodotti presenti sul mercato vi segnaliamo il concime liquido per orchidee goccia a goccia per il suo ottimo rapporto qualità/prezzo/durata: ogni fiala rilascia tutti gli elementi necessari alla pianta per 15 giorni, una confezione contiene 12 fiale. Su Amazon questo prodotto è proposto al prezzo di circa 16 euro per due confezioni (24 fiale che forniranno nutrimento alle vostre orchidee in casa per un anno).

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Coltivazione delle orchidee in casa: propagazione e rinvaso

Al momento del rinvaso dell’orchidea è possibile procedere con la divisione dei cespi, in pratica dalla vecchia pianta di orchidea che state coltivando in casa potrete ottenerne due o tre!

La prima cosa da fare è irrigare abbondantemente il substrato ed estrarre la pianta dal vaso sollevandola delicatamente.

Eliminate le foglie vecchie basali dalla colorazione marrone.

Per la divisione, usate un coltello sterilizzato a lama larga con il quale andrete a dividere l’apparato radicale nel punto scelto per la divisione della parte aerea.

Eliminate parte del vecchio terriccio, le eventuali radici secche e preparate un nuovo vaso.

Per il trapianto, riempite il fondo del vaso con ghiaietto (strato di drenaggio) e riempite la restante profondità con un terriccio appositamente fertilizzato.

Immettete le piante ottenute nei nuovi vasi facendo attenzione a coprire le radici fino al colletto. per coprire le radici, usate una miscela di sfangno (muschio) e osmunto (radici di felce), in alternativa potete usare cortecce di pino o di abete. Non posate ancora il terriccio perché durante i giorni successivi il livello tenderà a scendere e dovrete rabboccare più e più volte.

Sistemate con cura le radici dell’orchidea in vaso, il nuovo vaso dovrà regalare 5 cm di diametro in più rispetto al contenitore precedente. Con un rinvaso eseguito con cura, dovrete attendere a trapiantare nuovamente l’orchidea per altri 4 o 5 anni.

Pubblicato da Anna De Simone