Come bonificare amianto
L’amianto è una sostanza che si trova in diversi prodotti, soprattutto nel campo degli isolanti edili. Se state pensando di procedere con il bonificare l’amianto da soli, senza l’ausilio di una ditta specializzata, è bene tentare di seguire una procedura quanto più sicura possibile. La gran parte dei comuni italiani ha dei piani che regolano queste operazioni, soprattutto per quanto riguarda il sito di stoccaggio o l’eventuale ritiro in loco. il primo passo da fare è proprio quello di documentarsi riguardo le disposizioni elargite dall’amministrazione comunale di appartenenza e poi muoversi di conseguenza.
Cosa occorre? Il materiale per l’estrazione dell’amianto potrebbe essere il più vario, tutto dipende dalla posizione occupata dall’amianto da bonificare; ad esempio, la rimozione di rivestimenti in amianto può richiedere di attrezzature diverse rispetto a quelle utilizzate per rimuovere la medesima sostanza tossica dal pavimento. In generale ci vorrà una mascherina facciale, appositamente testata per l’amianto. Guanti, indumenti protettivi usa e getta, stracci bagnati, stivali, spruzzatore d’acqua (con qualche arrangiamento potrebbe andare bene anche il pulitore per moquette o il robottino che utilizzate per lavare l’auto). Lo spruzzatore d’acqua è necessario perché, quando iniziamo a rimuovere l’amianto dalla zona designata, è indispensabile mantere il materiale umido in ogni momento. L’umidità trattiene le poveri, cosicché voi non ne inaliate. L’umidità permette alla fibre di stabilirsi e di non disperdersi nell’aria. Il vostro obiettivo deve essere quello di rimuovere l’amianto senza inalarlo e senza disperderlo nell’aria. Per il medesimo motivo, gli stracci bagnati dovranno essere disposti lungo tutto il pavimento e coprire la maggior superficie possibile.
Una volta individuato l’amianto e rimosso la gran parte, dovrete assicurarvi di raschiare le superfici che entravano in contatto con la lastra di amianto. Negozi specializzati hanno degli sppositi sacchetti dove riporre le polveri e le porzioni di amianto rimosse. Sigillate il materiale tossico e prendete accordi con il comune di residenza per lo stoccaggio. Sarà il comune a prendersi l’incarico o vi indirizzerà ad una ditta competente. Se intendete consegnare personalmente l’amianto, dovete sigillarlo negli appositi sacchi, e assicurarvi che la discarica accetta materiale in amianto e che dispone dello spazio sufficiente per accettare la quantità di rifiuti che consegnerete.
Quando la rimozione dell’amianto sarà conclusa, dovrete iniziare a bonificare voi stessi, in altre parole dovrete decontaminarvi dalle polveri di amianto. Utilizzate lo spruzzatore d’acqua e lavatevi quando ancora indossate la tuta usa e getta, spruzzate l’acqua dall’alto verso il basso, togliete gli indumenti protettivi. Il respiratore (o la mascherina), va tolta solo quando sono state rimosse tutte le polveri, quindi è l’ultimo passo da effettuare. Al termine del lavoro è necessario assicurarsi che tutti i lavoratori, compresi voi, abbiano completato la decontaminazione del proprio corpo. Per sapere se avete svolto efficacemente il vostro lavoro di bonifica dell’amianto, potete rivolgervi ad una ditta specializzata o consultare un esperto. Considerando i costi di smaltimento e i lavori di manutenzione necessari per smontare pareti, isolanti o pavimenti, prima di eseguire ogni sorta di lavoro è bene contattare una ditta per confrontare il loro preventivo con i costi che dovrete comunque sostenere per la manutenzione e lo smaltimento. Se si tratta della rimozione di un semplice tegolato, quasi certamente vi converrà bonificare l’amianto autonomamente.
Pubblicato da Anna De Simone il 22 dicembre 2011













